La Stampa – Conte 2.0: ora si accontenta, ma la crescita non c’è. L’Inter di un anno fa…

L’allenatore nerazzurro appare più morbido del solito e la sua squadra è meno ruggente e convincente

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Conte, dopo la sconfitta col Real Madrid, ha parlato di crescita esponenziale per la sua Inter. E l’atteggiamento è sembrato tipico di chi si accontenta. Lui che ha sempre fatto capire che accontentarsi non è il suo mestiere. Il quotidiano La Stampa sottolinea proprio questo spiegando che se l’obiettivo era dare equilibrio alla Pazza Inter non c’è riuscito, tutt’altro. Dopo aver parlato con il club a luglio, l’allenatore “ha ammorbidito modi e parole. La sua squadra così risulta depotenziata, meno ruggente e convincente”. 

Sicuramente la difesa ha numeri che preoccupano in negativo. Ma il tecnico si è limitato a parlare di ‘obiettivo bellezza’, di percorso di cui godere. Non era mai successo negli ultimi dieci anni che l’Inter subisse così tanto, 15 gol in tutto incassati. “L’Inter 2.0 di Conte «fa» sempre la partita, ma raramente la conduce in porto. Perché commette i soliti errori, altro che «questione di dettagli»“, spiega il giornale torinese. La difesa nerazzurra spesso si fa trovare scoperta ed è lenta e se davanti non si segna un gol si incassa sempre.

Anche chi è arrivato per volere dell’allenatore sta facendo difficoltà: Vidal non incide, Kolavorov ha fatto errori decisivi e pure Hakimi non sta brillando. “In generale, è l’approccio a convincere poco. Nella scorsa stagione l’Inter partiva specchiandosi nel suo allenatore. Subito aggressiva e capace di fare la voce grossa, nelle 9 partite iniziali segnò 8 gol nei primi 27’. Ora sono appena due, al Benevento. E in Champions è stata avanti appena per 14’ della ripresa contro il Gladbach (poi raggiunto al 90’) e non ha mai bucato lo Shakhtar crivellato dal Borussia”, si legge.

Ma mister Conte sottolinea che la squadra è cresciuta tanto a livello europeo. “Dimentica forse che, un anno fa oggi, la sua Inter era stata dominante per 45’ a Dortmund dopo aver fatto lo stesso a Barcellona. Aveva poi incassato brucianti ribaltoni nelle riprese, ma quei livelli di gioco in questa stagione non si sono rivisti. E i numeri di oggi, inadeguati a spese e ambizioni, rendono ancora più crudo il confronto”, conclude il quotidiano.

(Fonte: La Stampa, 5-11-2020)

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