Coronavirus, Pres Benevento: “Calciatori in ritiro? Gli operai mica dormono nelle aziende”

Le parole del numero uno del club campano primo in classifica in Serie B

di Daniele Vitiello, @DanViti

Oreste Vigorito, presidente del Benevento, ha concesso un’intervista ai microfoni di Stadio Aperto, su TMW Radio: “Questo virus era l’ultima cosa di cui aveva bisogno questo paese. Avevamo i primi segnali di ripresa dopo la crisi del 2009, questa epidemia per noi è stata una mazzata dalla quale sarà difficile risalire, sicuramente però ce la faremo come fu per i nostri genitori e nonni, colpiti da altri cataclismi”.

Quali immagini l’hanno colpita di più?
“Quelli di chi è andato via, e di chi è stato a soffrire negli ospedali. Quello che mi ha lasciato allibito è che tutto si sia aggravato maggiormente in quelle regioni che per noi del Sud sono sempre stato esempio di efficienza e laboriosità, che hanno affrontato e combattuto una battaglia con risultati meno efficienti di quanto visto dopo, questo ha fatto perdere qualche certezza in più a tutto il sistema. Per fortuna al sud sembra rallentare, non oso pensare cosa sarebbe successo se avesse dilagato con la stessa virulenza che al nord”.

Come sono stati questi 40 giorni di stop nel mondo del calcio?
“Non credo che il sostegno ad un’azienda che produce camere da letto debba essere meno aiutata di una che produce giocattoli. Entrambe hanno un ruolo nella società moderna. Quando si parla del calcio si intende solamente un divertimento, ma questo è un mondo economico, finanziario e sociale. Oltre ad avere una funzione educativa, ma perché lo trattiamo come un aspetto secondario? Lo chiedo alle istituzioni e alle nostre associazioni. Abbiamo un’azienda che distribuisce milioni di euro. Non solo a quel 10% di giocatori che fanno una vita da nababbi, ma alle migliaia di persone che ci ruotano intorno. L’esclusione da quello che è un modo di sostenere l’economia del mondo del calcio mi sembra assurda. Vedo il calcio come un’azienda messa all’angolo, che al pari di tante altre grandi aziende sta avendo poco sostegno”.

Il protocollo FIGC è attuabile?
“Sarà difficilmente attuabile anche in Serie A, non solo in B. E se vai verso un calcio più povero, diventa addirittura un sogno irrealizzabile. Si aggiungono costi di parecchie centinaia di migliaia di euro per una squadra di Serie B per finire il campionato. La spesa maggiore è il ritiro prolungato per due mesi, a parte dei mancati incassi per i biglietti e dei trasferimenti. Ma un operaio quando finisce la giornata di lavoro, va a casa o dorme in azienda?”.

Questo sarà al centro dell’incontro con Spadafora.
“Domani il nostro presidente Balata, dopo il direttivo di oggi, avrà le stesse domande: ma perché un calciatore deve dormire nello stadio? Tolta questa voce, il protocollo potrebbe essere pure applicato. Ma perché l’azienda calcio non dovrebbe essere sostenuta dalla FIGC o dalla stessa FIFA? Immagino che Gravina si stia muovendo in tal senso, ma il problema serio è che non lo sa nessuno. Ci sono pochissime comunicazioni su cosa si fa o si debba fare, mentre abbiamo dichiarazioni di presidenti d’ogni livello che dicono cosa dovrebbero fare gli altri”.

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