Cucci: “Agnelli, si rispettino anche sentenze che sembrano disonorarti. Tolga il 36”

Cucci: “Agnelli, si rispettino anche sentenze che sembrano disonorarti. Tolga il 36”

Il giornalista ha parlato nel suo editoriale delle parole del presidente bianconero che ha detto: “Le sentenze si rispettano”

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Italo Cucci, noto giornalista del Corriere dello Sport, nel suo editoriale parla di Agnelli e delle parole pronunciate durante l’Assemblea degli Azionisti della Juventus. “Le sentenze vanno rispettate”, ha detto il numero uno bianconero, riferendosi a quanto successo con gli striscioni di Superga e le condanne della giustizia sportiva ai tifosi bianconeri che hanno ammesso le loro colpe.

Il giornalista scrive nel suo artivolo: “Le sentenze vanno rispettate. Ci stava un altro “olé”, ma siamo seri. Anzi, più che seri, sdegnati. Perché non si possono rispettare solo le sentenze che ti sculacciano ma non ti feriscono e ignorare quelle che sembrano disonorarti. Come la sottrazione di scudetti avvenuta con sentenza definitiva, magari anche discutibile, come ho fatto io, disinteressato cronista, quando ho definito “di cartone” lo scudetto bianconero devoluto all’Inter (salvo riconoscere il buon diritto di Massimo Moratti di rispettare la sentenza che glielo ha… dirottato). Il rispetto delle sentenze richiama automaticamente anche il rispetto dell’intelligenza, della lealtà sportiva, degli appassionati di ogni colore ai quali dà fastidio (esclusi famigliari e famiglie) l’ostentata presenza allo Stadium di scudetti in libertà, come li avrebbe definiti ironicamente l’Avvocato bissando la famosa battuta che gli uscì quando il Napoli di Maradona vinse il primo tricolore”. 

E aggiunge anche: “Non sono un iconoclasta… Voglio solo dire che da oggi, e comunque con premura, devono essere cancellate dallo Stadium tutte le insegne relative a scudetti mai vinti perché depennati da una sentenza che sappiamo da sempre, ma soprattutto da oggi, assolutamente rispettabile. Andrea Agnelli ha sempre detto che a casa sua fa quel che vuole ma lo Stadium non è casa sua: è un luogo pubblico dove si devono rispettare le sentenze. E gli Eroi di Superga. Così come in altri stadi, luoghi, devono essere rispettati i morti dell’Heysel“.

(Fonte: corrrieredellosport.it)

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