Dalle guerre Mondiali allo spread: gli Inter-Milan che hanno segnato la storia dell’Italia intera

Dalle guerre Mondiali allo spread: gli Inter-Milan che hanno segnato la storia dell’Italia intera

Sguardo nella storia del nostro Paese

di Matteo Pifferi, @Pifferii

“Il derby di Milano non è soltanto una partita di pallone, ma molto di più. I dribbling, i tiri, i gol sono lo specchio della vita di un’intera nazione. La nostra: l’Italia. Ciò che accade a San Siro, e prima ancora sugli altri prati di Milano, è sempre il riflesso di quello che avviene nel Paese. La storia scende in campo e gioca la sua partita”, apre così la Gazzetta dello Sport che presenta il derby Inter-Milan come matrice sociale e storica dell’Italia intera. Dai giocatori di Inter e Milan che partono per la guerra del 1915-1918 salvo non tornare più come Erminio Brevedan e l’interista Virgilio Fossati fino al derby del ’40, vinto dall’Inter poco prima dell’entrata dell’Italia nella seconda guerra Mondiale, passando per il derby del 2 giugno 1946 – giorno della proclamazione della Repubblica – con vittoria finale rossonera in rimonta da 0-2 a 3-2.

ANNI SESSANTA – Indimenticabile il passaggio degli anni sessanta: “Il Milan di Rocco e l’Inter di Herrera sono padroni del mondo. E, curiosamente, è proprio dopo un infuocato derby che, in anticipo di almeno due anni, si parla di contestazione e di lotta al potere costituito. E’ il 20 novembre 1966, i capelloni del Sessantotto devono ancora finire di leggere i testi di Marcuse e di Sartre, ma l’aria di ribellione comincia a soffiare. Gianni Rivera se ne fa interprete. Il Milan perde quella sfida (0-1): il gol dei nerazzurri scatena le proteste dei rossoneri, l’arbitro Lo Bello dice che tutto è regolare. Rivera dichiara: «Se finisse sui giornali ciò che penso, sarei squalificato a vita. Certe situazioni alla lunga ti fanno venir voglia di piantarla con il calcio». E’ un attacco frontale al Palazzo del calcio. Ci si schiera. In base al tifo, ma anche a seconda dell’appartenenza politica: gli italiani conservatori stanno dalla parte di Mazzola e dei nerazzurri, mentre i ribelli scelgono la bandiera di Rivera“, scrive La Gazzetta dello Sport che sottolinea come, nel “catino di San Siro” tutto entri.

 

PROTESTE E SPREAD – Contestazione studentesca, proteste operaie e anche terrorismo: i derby hanno segnato la storia dell’Italia come nel caso di Tangentopoli, con l’arresto di Chiesa, seguito a breve dal derby vinto 1-0 dal Milan con gol di Massaro. Ultimo, ma non per importanza, è del 15 gennaio 2012: tre giorni prima, lo spread è a quota 531 e la tensione è altissima. Milito regala una gioia ai nerazzurri, nei giorni e nei mesi successivi la situazione economica si assesta (non a causa di quel gol, sia chiaro), ma non si può certo cantar vittoria. Tant’è vero che la parola «spread» non è ancora uscita dal vocabolario degli italiani, e chissà mai se ne uscirà.

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