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De Laurentiis, di nuovo Inter-Juve: l’ira del presidente. Al Palazzo ha inviato…

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Anche il presidente del Napoli non è affatto contento di come sia stato gestito il VAR, in maniera completamente diversa, tra Milano e Roma

Eva A. Provenzano

L'Intere non solo. Anche De Laurentiis non sarebbe affatto contento di quanto successo in Roma-Napoli. In quel caso il VAR non è intervenuto per un fallo su Anguissa e si era giocato alle 18. Alle 20:45, il presidente era davanti alla tv e ha assistito a quanto successo nella gara dei nerazzurri contro la Juventus. Il VAR, per un episodio simile, ha fermato tutto e ha detto a Mariani di correre ai monitor perché c'era un rigore per i bianconeri. A quel punto l'arbitro non ha potuto fare altro che constatare il penalty. Ma la società nerazzurra si è infuriata: la tecnologia poteva intervenire da protocollo? Se si guarda ai due episodi di Milano e Roma è tutto frutto dell'interpretazione.

Ma la cosa a De Laurentiis non è piaciuta affatto. Lo scrive il Corriere dello Sport: "Alle dieci e mezza della sera (circa), d’una domenica paradossale, mentre se ne stava accomodato in poltrona a casa sua, il presidente ha avuto improvvisamente uno scatto, forse d’ira. È balzato in piedi, ha usato il telecomando come se fosse la personalissima Var. Ha poi afferrato il cellulare ed ha provato capire perché mai ciò che stava accadendo in quel momento sotto ai suoi occhi non collimava con quanto pensava dovesse accadere con il contatto Viña-Anguissa".

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Non è facile immaginare la scena e neanche la faccia di De Laurentiis che dopo qualche chiamata "ha avviato il personalissimo protocollo affinché al Palazzo arrivasse, di buon’ora ed al lunedì mattina, la sua voce infastidita, ma seriamente".

Insomma, il Napoli, come l'Inter del resto, chiede conformità nei giudizi e nell'impiego del VAR. "De Laurentiis a volte finge di aver dimenticato Inter-Juventus (ma che combinazione!) del 2018, in cui a parti invertite ci scappò un fallo e ci fu un’omissione di Orsato. E poi ci sono altre serate, per esempio quella del 7 settembre, in cui forse la ferita ricomincia accidentalmente a far male, senza un perché, e bisogna rievocare che «a volte c’è chi ti scippa lo scudetto». Alla nona giornata è ancora presto per vedere ombre. O anche no, perché poi alla fine nel conto c’è comunque il rischio di ritrovarsi qualche (apparente) dettaglio in meno", conclude il CdS.

(fonte: Corriere dello Sport)

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