Di Francesco: “Roma, serve sangue agli occhi: è Inter determinata. Politano e Nainggolan…”

L’allenatore della Roma ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro i nerazzurri

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Alla vigilia della sfida contro l’Inter di Spalletti che si giocherà domani sera all’Olimpico alle 20.30, Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, ha incontrato in conferenza stampa i giornalisti. Vi riportiamo le parole del tecnico giallorosso:

-Gli infortunati, come stanno Perotti e Pastore che sono tornati ad allenarsi? 

Sono disponibili, ma il tempo di impiego è relativo in questo momento, sicuramente non possono essere utilizzati dal primo minuto. L’allenamento di rifinitura mi darà risposte in questo senso ma di sicuro non giocheranno dal primo minuto. 

-Che lavoro sta facendo mentalmente? 

Non ho mai smesso su quello, è un continuo lavoro che non dà sempre i suoi frutti. Ora ci sono assenze ed aspetto mentale, dobbiamo fare qualcosa in più ed essere continui mentalmente perché altrimenti si vedono le lacune del passato. E’ un lavoro non finito. Serve anche che la palla ogni tanto entri, cosa che non sta accadendo, ma sta a noi far girare questo. 

-Contro avversarie di alta classifica la posizione avanzata di Florenzi

Non parlerò della formazione per non dare a Luciano Spalletti dei vantaggi. E’ una cosa possibile anche perché l’ho fatto in passato e può essere un’alternativa in questo momento perché Diego Perotti arriva da un infortunio che ci ha tolto un po’ a livello di squadra, averlo è un grande vantaggio ma deve crescere. Per quanto riguarda Florenzi tutto è possibile. 

-Se dovesse giocare titolare con l’Inter sarebbe la quarta partita da titolare per Schick, si gioca un pezzo di futuro in questo ciclo?

Sono venuto con un po’ di dati, ha giocato 500 minuti in più dell’anno scorso, più di quattro partite. Ha avuto maggiore continuità rispetto all’anno precedente. Quando l’ho fatto giocare a Udine sono stato criticato perché doveva giocare Dzeko. Bisogna capire cosa si vuole. Chiaramente la nostra squadra ha bisogno di tutti, giocatori che mentalmente e fisicamente siano al top. In questo momento tante scelte non le posso fare e per questo Patrick deve dare come tutti quanti qualcosa in più ed avere maggiore determinazione in tutto quello che fa, che non significa calciare di più in porta ma avere più fiducia nei suoi grandi mezzi perché altrimenti possiamo solo dire che ha delle qualità, ma l’aspetto mentale diventa predominante quando si deve fare una prestazione di alto livello e lui in questo deve migliorare e crescere. 

-Ai tempi della Roma Spalletti disse “Uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli”. Con questi calciatori, la Roma che destino ha? 

Ma guarda… Io al di là dei discorsi precedenti, in questo momento abbiamo bisogno di uomini forti e io devo dare forza a questo gruppo cercando di lavorare sulle loro teste con continuità. Se pensassi il contrario dovrei mollare il tutto. Penso che a questa squadra si possa tirare ancora qualcosa fuori anche se giustamente in questo momento hai poche scelte da fare, ma quelle che devi fare le devi fare dando grande convinzione al gruppo. Lo ribadisco perché c’è delusione e siamo in debito con i tifosi, gli dobbiamo dare qualcosa ma abbiamo bisogno del loro sostegno, che ci hanno sempre dato. Capisco l’amarezza e tutto, ma se indossiamo questa maglia dobbiamo dare il meglio e cercare di dare ai nostri tifosi delle soddisfazioni, è un dovere, un obbligo da parte di tutti e lo dobbiamo fare. 

-Come sta Fazio e perché non ha giocato contro il Real? 

Ha giocato Fazio. Si sbaglia anche di là allora. Rifalla. 

-Fazio giocherà contro l’Inter? 

Non lo so, fa parte della nostra rosa. Posso scegliere un po’ di più dietro, non so se giocherà lui, potrei giocare a tre o a quattro e in base al sistema di gioco, sto lavorando su due sistemi di gioco, vedremo chi giocherà? 

-El Shaarawy come sta? 

El Shaa è infortunato e non sarà sicuramente della partita. Vedremo in quella successiva, valuteremo più avanti le sue condizioni. Un po’ come Dzeko. 

-Compresa la scorsa stagione la Roma è andata sotto 23 volte ed è riuscita a rimontare solo in tre occasioni. A cosa addebita questo fattore? 

Non conoscevo questa statistica con precisione, ma mi rendo conto che in tante situazioni non siamo riusciti a venirne fuori. Sarebbe fondamentale invertire questo trend e andare più in vantaggio che in svantaggio e cercare di mettere la partita in un certo modo visto le nostre carenze, timori e paura di non venirne fuori. Dobbiamo avere la forza di avere continuità. Cerco di trasmettere determinati concetti che io avevo da giocatore, il desiderio, anche quando ho preso un gol, di portare palla in mezzo al campo per rimontare. Questa deve essere la mentalità, ma non è sempre facile, come nelle famiglie, non subito i figli capiscono quello che diciamo. Dobbiamo essere bravi ad abbreviare questa crescita. 

-Nella scorsa stagione ha recriminato spesso per come era andata con l’Inter, il rigore che non vi avevano dato, la sconfitta per tre a uno rispetto a come avevate giocato. Quella partita può essere importante per non ripetere certi errori? E poi se si aspettava le difficoltà di Nainggolan all’Inter… 

Lo ribadisco, per me Nainggolan è un grande giocatore. Ha avuto un pizzico di sfortuna con gli infortuni che non gli hanno permesso di avere grande continuità negli allenamenti e si vede durante la partita che non ha la brillantezza, la forza e l’esuberanza che lo hanno sempre contraddistinto. Deve trovare la sua condizione migliore. Parliamo sempre di un giocatore di altissimo livello. Per quanto riguarda la partita di un anno fa non posso pensarci perché ho elementi diversi e situazione psicologica diversa. In quella partita non avremmo meritato la sconfitta e mi auguro che i miei facciano come ha fatto allora l’Inter: giocare meno bene, avere meno occasioni però vincere. Per noi è importante riportare la vittoria a casa, sarebbe determinante. 

-Sta facendo riferimento alle assenze. Ha detto che si sarebbe confrontato con lo staff medico per questi infortuni. Lo avete fatto? 

C’è anche uno studio UEFA che parla alle statistiche che avvengono in questo periodo, ottobre e novembre che si verificano nei casi in cui si giochino più competizioni. La differenza è che per noi sono arrivati tutti nello stesso momento e questo è il dato che ci ha fatto riflettere. Perotti e Pastore sono problemi regressi e abbiamo cercato di farli guarire. Dzeko mi ha chiesto di riposare, mi ha dato un feedback di stanchezza. Non pensate che per quanto guadagnato possano giocare tutte le partite: c’è dietro un uomo e ci sono caratteristiche fisiche e mentali diverse e poi ci sono i ritmi che si sono molto alzati rispetto al passato e c’è chi non regge tutte le gare. C’è il livello degli allenamenti che si alza e si alza il rischio di farsi male. El Shaarawy rispetto all’anno scorso ha giocato molto di più e la sua poca abitudine a tante partite ha portato a più infortuni. E’ un dato emblematico il rischio sugli infortuni, soprattutto ai flessori.

-Un giudizio su Politano che lei conosce bene: la Roma poteva crederci di più?

Sono stato uno di quelli che l’ha mandato via dalla Roma perché al Sassuolo ho voluto riscattarlo subito. Sono stato uno dei primi a crederci, non a scoprirlo perché lo ha scoperto Bruno Conti e la sua storia la conosco benissimo. e’ un ragazzo che veniva a vedere di nascosto le partite della Roma quando era al Sassuolo, è legato a questa squadra e a questa città. Ha grandi potenzialità inespresse, ha lavorato bene e si sta togliendo delle soddisfazioni purtroppo per noi da un’altra parte però bisogna fargli i complimenti perché è cresciuto tantissimo, sotto tutti i punti di vista, sono molto affezionato a lui per il suo percorso di due anni nel Sassuolo. 

-L’importanza della partita di domani anche per il suo futuro. Come si prepara a giocare questa gara che può determinare anche il suo futuro. E ci dice qualcosa sul lavoro di Spalletti? 

L’Inter ha dimostrato attualmente di essere più forte della Roma in campionato. In Champions abbiamo fatto percorsi simili con dei gironi differenti come potenzialità ma l’Inter è cresciuta tanto, ha dato continuità a certi giocatori e ne ha di forti. Ha una rosa importante, sta facendo un ottimo lavoro, la squadra si è molto modificata, ha un atteggiamento più aggressivo. E’ un’Inter in crescita che ha grandi potenzialità. All’inizio era quella che doveva competere con la Juventus, ma la Juve ha dimostrato di avere un passo differente sotto tutti i punti di vista per questo ritengo che in questo momento l’Inter sta dimostrando di essere potenzialmente più forte di noi. Del mio futuro ho già parlato per capire come sono fatto e penso, cercherò sempre di dare il massimo in tutte le situazioni col desiderio di vedere una squadra con il sangue agli occhi, che domani voglia dimostrare di cambiare il passo. Mi auguro che quel là scatti domani. 

-Come si batte questa Inter?

Abbiamo dimostrato di poter fare di tutto e dobbiamo dimenticare gli errori, farne tesoro e affrontare questa gara con determinazione, con il sangue agli occhi perché nelle difficoltà si deve vedere la Roma deve dare tutto, questo deve fare domani. 

-Servirebbe un cambio di passo deciso viste le difficoltà in campionato. E’ convinto che questa squadra possa invertire la rotta e ha delle soluzioni che mancano in questo momento, soprattutto in attacco? 

Si, siamo mancati in avanti nell’andare a chiudere le partite, ma abbiamo sempre dimostrato di voler fare la partita. Sulle soluzioni, sì prendiamo gol da un metro, ci vuole un pizzico di fortuna. Non credo che la fase offensiva sia stato il problema: prendiamo gol con troppa facilità. Sono errori di reparto ed individuali su cui dobbiamo migliorare. Per quanto riguarda il ritardo c’è il tempo per farlo, 4 punti dalla CL non sono tanti ma diventano tanti se non cambiamo marcia. 

-Affrontante un’Inter molto offensiva. Quanto è importante costruire manovra nella fase in cui l’Inter ribalta? 

L’Inter cerca di fare la partita, non parte solo in contropiede. Anche noi lo usiamo quando abbiamo a che fare con squadre che vengono a fare la gara e dobbiamo sfruttare le occasioni, spazi che ci lascerà l’Inter. Anche la serenità ti permette di avere più qualità, le insicurezze portano ad errori in più. Di solito le squadre che sbagliano meno vincono e noi dobbiamo cercare di sbagliare meno. 

-Come ha visto Under dopo l’errore con il Real?

Non ci sono tante soluzioni, ma dovrà giocare da titolare anche se ieri gli ho dato uno schiaffo affettuoso. Ha bisogno di sostegno adesso, è un giocatore che vuole fare, a volte sbaglia le scelte e deve migliorare ma prende sempre l’iniziativa. 

(Fonte: ROMA TV)

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