Dotto (CdS): “Roma sarà sempre il presente di Spalletti. Zaniolo e Nainggolan, tutto passa da lì”

Il giornalista ha parlato della sfida tra Inter e Roma

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Sfida importante quella di stasera tra Inter e Roma, sia per la corsa alla Champions, ma anche per i tanti discorsi che nasconde. Sulle pagine del Corriere dello Sport, ha detto la sua Giancarlo Dotto:
Spalletti e Ranieri. “Improprio dire che Lucio gioca contro il suo passato. La Roma è e resterà il suo presente. Tutta la fatica di esistere è “presente” nella testa di Spalletti. Gioia e sofferenza. Troppe cose lo inchiodano a quella storia lì. Due volte arriva alla Roma che ha “le gomme nel fango” (espressione spallettiane), Cenerentola senza una scarpa. Due volte le rimette la scarpa, la rimette al mondo e due volte è quasi costretto a scappare. Due volte si è sentito più colossale del Colosseo e due volte si è sentito e detto insopportabilmente piccino. Due volte se n’è andato, a San Pietroburgo e a Milano, con l’anima in tumulto inseguito da nemici reali e immaginari. Totti in tribuna a San Siro. Lo spauracchio. L’incubo della sua più recente storia romana. Il più temibile e spaventoso dei suoi mulini a vento”. 
Dzeko in campo. “Cosa frullerà nella testa enigmatica del ragazzo di Sarajevo? Faccia a faccia con l’uomo che lo bastonava in privato e in pubblico. Non segnava? Edin non è cattivo abbastanza. Ne faceva uno? Dovevano essere due. Ne faceva due? Dovevano essere tre. Via così, con la pedagogia del bastone. Ci si mangiava il fegato quasi tutte le notti l’insonne e tormentato Lucio. Come faccio a trasformare questo delicato cammellone in una belva semidivina? Una versione sniper, cecchino assassino. Si torturava Lucio a occhi spalancati: cosa sarebbe di questo amabile ragazzone e di tutto il suo bendidio calcistico se iniettato di sangue di tigre, alla Mandzukic per capirci? L’Inter vuole Dzeko, immaginando di non volere più Icardi. Cosa vuole Dzeko? Nessuno lo sa, lui per primo. Che Dzeko sarà stasera a San Siro? Stasera, forse, capiremo qualcosa del suo domani. Si riprenderà la Roma o aggiungerà un tassello al suo possibile addio?”.

Occhi di tigre. “Come quelli del prediletto, magnifico e ingovernabile Ninja. Se l’è portato a Milano, Spalletti, infischiandosene di chi lo sconsigliava, sapendo che l’Inter aveva bisogno del suo furore, ma non sapendo quanto lui avesse bisogno di Roma e della Roma, di quanto fossero pezzi del suo cuore selvaggio. Nainggo ha confessato a modo suo lo strazio d’aver lasciato Roma, rompendosi in pochi mesi come nemmeno in tutta la sua storia di calciatore. Ferite sintomatiche. Radja è un errante inquieto che cerca ogni volta la sua tana. L’aveva trovata a Cagliari e poi a Roma. L’hanno spiantato. Si è sentito violentato. Monchi si è dissolto, ha puntato allora il suo mirino di fighter sulle tenere carni di chi l’ha soppiantato. Zaniolo. L’erede presunto. L’altro ex di serata. “Ha fatto venti partite, riparliamone tra dieci anni”, sibila Radja. Che, di solito si squaglia quando gioca contro le sue ex (contro il Cagliari non è mai esistito). Che Radja sarà questa sera, la sua prima contro se stesso? Più sete di vendetta o più botte di languore? La prima, immagino. Farsi rimpiangere sarà come farsi amare”.  

E che Zaniolo sarà? “Contro la squadra che l’ha lasciato andare a cuore così incomprensibilmente leggero, contro i dirigenti che non hanno saputo riconoscere il suo talento? Raccoglierà il guanto di sfida lanciato dal magnifico e furioso selvaggio, lui ragazzo di buona famiglia, sentimenti adeguati ma, per quanto s’è visto, bello cazzuto di testa? I due contro, la sfida tutta da gustare, la cruna da cui passerà verosimilmente il verdetto Champions”.  

Ranieri. “Se il Leicester è stato il suo Zenit, il passaggio all’Inter è stato il suo Nadir. Uomo fintamente pacioso e spaventosamente orgoglioso pagherebbe di tasca sua stasera per raddrizzare la pagina meno raccontabile della sua storia. Ah, dimenticavo, Ricky Massara. Altro ex in tribuna. Alla sua prima, dopo l’investitura bostoniana e fuori dal marsupio di Walter Sabatini (altro rimpiantissimo ex), finalmente libero di mostrare tutto il suo talento”. 
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