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Eriksen, l’ex allenatore: “Era solo questione di tempo. Per noi è come Baggio”

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Il centrocampista danese sta finalmente trovando spazio all'Inter: i racconti di chi lo ha conosciuto da vicino

Fabio Alampi

Il momento di Christian Eriksen è finalmente arrivato: il centrocampista danese, dopo mesi trascorsi ai margini del progetto dell'Inter, è entrato stabilmente nelle rotazioni di Antonio Conte, e sta dimostrando di potersi rendere utile in più ruoli. La sua qualità potrà essere un'arma in più per i nerazzurri in ottica scudetto, e sono ora in molti a ricredersi sul suo conto. La Gazzetta dello Sport propone un "viaggio" alla scoperta dell'ex Tottenham, affidandosi ai racconti di chi lo conosce da tempo.

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Claus Hansen, presidente del club in cui Eriksen ha dato i primi calci ad un pallone: "Immaginate che Roby Baggio non giochi mai: sareste scioccati, no? Ecco, per noi è lo stesso. Vedi Conte così passionale, poi Eriksen tanto tranquillo, timido, e pensi siano incompatibili. Invece no: il nostro ragazzo è educato, rispettoso, ma ha carattere. Corre, lotta più di quanto si pensi. È il giocatore che serve all'Inter per questo scudetto". Tonny Hermansen, ex allenatore del danese, non è stupito dalla sua rinascita: "Col Middelfart giocava contro la squadra di mio figlio e lo batteva sempre. Una volta, il miracolo: vincevamo 4-0, poi lui si mise a giocare e finì 8-4. Quando ho potuto allenarlo, ho capito che sarebbe diventato il miglior danese dai tempi di Laudrup: all'Inter era solo questione di tempo, è perfetto da interno".

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Mathias Kirk, suo ex compagno all'Odense, racconta: "Se fosse entrata la prima punizione al Milan un anno fa tutto sarebbe andato diversamente... Ma Christian ha troppo talento per stare in panchina. Ha lavorato duro, senza polemiche e ora raccoglie i frutti". Anders Skjoldemose, il tecnico che lo ha accolto nell'U16 dell'Odense, ricorda: "Lo chiamavano al Chelsea, al Barça, al Milan... E quando tornava dai provini, i compagni lo tempestavano di domande: lui non si dava arie, in fondo era tutto normale. Può trasformarsi in qualcosa di simile a Pirlo".

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