Ferri: “Inter, bisogna giocare ogni partita come una finalissima. Godin si fa sentire, stasera…”

L’analisi dell’ex giocatore nerazzurro negli studi di Inter TV

di Redazione1908

Riccardo Ferri ha analizzato il match di Champions League in programma stasera tra Inter e Slavia Praga: “È un bel ritorno, era da anni che non si poteva partecipare con continuità a questa competizione. C’è grande entusiasmo. Tante cose che possono portare a pensare che sia una stagione straordinaria. Porsi degli obiettivi è importante, l’atteggiamento giusto della squadra. Che tiene il profilo basso e si gioca ogni partita come una finalissima. Per chi ha esordito l’anno scorso in questa competizione è un vantaggio in più. Godin, Lukaku e Barella a livello internazionale hanno avuto esperienza importanti. Barella con la nazionale. Questa è una squadra più tecnica a centrocampo. L’anno scorso avevamo solo Brozovic come play, quest’anno abbiamo Politano, Sensi, Barella e Brozo. Dal punto di vista del palleggio è migliorata questa squadra. Ci vuole tempo per assimilare alcuni meccanismi. In difesa per esempio presi uno a uno sono i migliori, ma sono tre centrali difensivi. Devono scivolare meglio. Ci sono alcuni giocatori che hanno fisici importanti e sono un po’ in ritardo. Un passo in avanti c’è stato quest’anno, ma andrei sempre con cautela”.

Conte: “Antonio è sempre molto sul pezzo, è abituato a vivere in mezzo alle tensioni. Abituato a trasmettere. Quando la squadra non rende secondo quello che vorrebbe o quando i giocatori non si esprimono per il bene della squadra allora ci possono essere tensioni”.

Massima concentrazione: “Arbitri con statistiche poco positive per le italiane? Bisogna basarsi sulle proprie qualità. Basta una piccola disattenzione e ti trovi a giocarti delle partite dentro o fuori, bisogna portarsi avanti con il punteggio. Derby? Fa storia a sé. In questo momento è meglio focalizzarsi su quella di questa sera. L’Inter ha un organico e una panchina che le può permettere di giocare le due gare, non mi preoccupa l’avvicinamento del derby quanto la partita di questa sera. Formazione? Gioca ancora Candreva, un ulteriore gesto di fiducia. Si è presentato con qualità e personalità. C’è la possibilità di fare un turnover. Stasera sarà una partita non facile da sbloccare. Sarà importante far girare la palla velocemente e andare con gli esterni negli uno contro uno in velocità. Faremo vedere quello che riusciremo ad esprimere. Rispetto all’anno scorso siamo più abituati a giocare queste gare e non dovrebbe venire il braccino del tennista.”. 

La differenza di rosa rispetto all’anno scorso? “Non tanto nei nomi ma nella capacità dei giocatori arrivati di aver già giocato in questa competizione. La società era in cerca di giocatori che portassero un valore aggiunto dal punto di vista dell’esperienza. Più un mix tra giocatori italiani di grande prospettiva. LA campagna acquisti è stata orientata a far sì che la squadra potesse crescere avendo i mezzi per poterlo fare. L’Inter è ambiziosa ed è disposta a fare sacrifici importanti. Conte un top coach e a lui la società ha messo a disposizione materiale di alto livello. L’Inter forse ha qualcosa in meno delle altre, ma siamo sulla buona strada. Il fatto di giocare a San Siro e contro una squadra poco esperta può essere un vantaggio, ma rimango della teoria di Conte: pochi calcoli e cercare di portare a casa il risultato”. 

 

La prima a San Siro un bene? “Credo di sì. La prima in casa è un piccolo vantaggio. L’Inter al Camp Nou? Avrà già una piccola fisionomia. Trasferta difficilissima contro una squadra che è una laureata di questa competizione. Ciò non toglie che quest’anno l’Inter potrà essere una squadra diversa. Un po’ di curiosità, ambizione e senza paura. Dipende come ci arriviamo con la testa, non solo con le gambe. Il campo darà i risultati e ci darà la misura delle nostre possibilità. Fare paralleli con un percorso dell’anno scorso non è un metro secondo me. Avere più giocatori che hanno calcato questi palcoscenici ti risolve più problemi. 

Godin: “Uno che si cala nello spogliatoio. E’ uno dei tanti giocatori all’interno dello spogliatoio, insieme ad altri giocatori e a Conte, che quando entra lo senti”.

(Inter TV)

 

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