GdS – Inter, la diarchia non funziona. Suning deve proteggere l’investimento

GdS – Inter, la diarchia non funziona. Suning deve proteggere l’investimento

Nonostante le smentite arrivate ieri durante l’Assemblea dei Soci, l’integrazione tra Thohir e Suning non andrebbe a gonfie vele

di redazionefcinter1908

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport si concentra sul rapporto di collaborazione tra Thohir e Suning, spiegando come sarebbe meglio, per il bene dell’Inter, trovare presto altre strade:

IL COMPRATORE E IL VENDITORE – “Appena arrivata a Milano, a fine giugno, ha staccato un assegno da 142 milioni per l’aumento di capitale e poi concesso prestiti per 180 milioni, seppur con un interesse del 7,7%. Suning ha già immesso 322 milioni nelle casse dell’Inter che ora gode di spalle solide e non si preclude nulla sul mercato, come testimoniano i colpi fatti (Joao Mario, Gabigol, Candreva) e quelli tentati (James Rodriguez). Tuttavia l’attuale diarchia non funziona. Basti pensare alla gestione dell’allenatore. Nell’Inter c’è un proprietario che mette i soldi e, come riferiscono i vertici dirigenziali, «ha l’ultima parola» e il venditore passato in minoranza, Erick Thohir, che è rimasto presidente esecutivo, con deleghe non banali. Una società di calcio funziona bene se c’è semplificazione azionaria, e quindi gestionale. All’Inter non è così, eppure per Suning va tutto bene, almeno a giudicare dalle dichiarazioni pubbliche”

LE DICHIARAZIONI – “Ieri Yang Yang, vicepresidente di Suning Investment Group, a precisa domanda ha risposto: «Per noi la governance è importante e l’Inter ce l’ha, siamo molto soddisfatti. I contatti col management sono costanti, la distanza non è un problema, peraltro ci sono persone di Suning che lavorano a Milano. Thohir è nostro partner anche per il Sud-Est asiatico, dove vogliamo espanderci. Il nostro gruppo ha molte cose in comune con quello di Thohir e abbiamo trovato facile investire nell’Inter con lui»”.

 L’INTERVENTO DI ISENTA – “Ma allora non è prevista l’uscita di Thohir? Il dribbling di Yang: «L’assetto attuale prevede anche la sua presenza, ma forse il suo rappresentante parlerà della possibilità di un’uscita». A quel punto è intervenuto Isenta Hioe (braccio destro di Thohir, assente per gravi motivi familiari): «Thohir vuole assicurarsi che la transizione avvenga nel miglior modo possibile, intende restare presidente finché Suning glielo chiederà»”.

CHE BOOMERANG – “Non si sa se si tratta di frasi di circostanza. Di certo in assemblea la richiesta dei piccoli soci di mettere in discussione questo assetto è stata respinta. Applausi, invece, per Steven Zhang, il figlio 25enne del gran capo Jindong, che ha pronunciato alcune frasi in italiano confermando l’impegno di Suning e raccontando come il papà stia sveglio di notte fonda per vedere le partite. Sarebbe un boomerang ritardare la transizione e la conseguente semplificazione dell’asse decisionale: ne va dell’Inter e della protezione dell’investimento stesso del colosso cinese”.

 

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  1. antonio - 3 anni fa

    Certo perchè le parole di Yang Yang dette all ‘ assemblea sono prive di significato , per l ‘ onniscente gionalista lì presente che conosce tutte le dinamiche che intercorrono all ‘ Inter , nonchè soprattutto quelle fra i due gruppi , Suning e Thohir , i quali si stanno sempre più alleando in varie parti del mondo ed in vari settori , ma a lui ciò non interessa , lui sa che una cosa non può funzionare a prescindere , perchè essendo un grande capitano d ‘ azienda sa quali gestioni possono portare frutti e quali no , sa cosa bisognerebbe fare e non fare , è in grado di spiegare a gente il cui gruppo fattura oltre 50 mld con duecentomila dipendenti ed all ‘ altro più piccolo , ma sempre di mld si tratta , il percorso virtuoso da seguire .
    Per la verità questo succede anche a Sky , dove tutti sono contro , persino quelli che seguono la squadra . Lì di Inter o non si parla , oppure si martella in ogni blocco quando si devono dire cose negative .
    Il numero di tifosi interisti , di cui molti abbonati al canale satellitare , non viene minimamente preso in considerazione . Juventini e Romani possono vedere il canale tematico in chiaro , gli altri se vogliono devono pagare , alla faccia del rispetto verso gli
    abbonati che dovrebbero essere tutti uguali con gli uguali diritti .
    Come no ?

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  2. user-3556041 - 3 anni fa

    La Gazzetta dello Sport è sempre stata dalla parte del Bilan… quanto gli rode che i closing non ci sarà o se si sarà l’ennesima bufala di Berlusconi. La GdS si è guardata bene da rimarcare i monumentali e numerosissimi aiuti arbitrali ricevuti dal Milan in questo inizio di campionato. Ha esaltato piuttosto allenatore e giocatori … poi si è pure lamentata per l’espulsione di Marassi….ed era difficile trovare un’espulsione più giusta di quella…a parte ovviamente quelle ingiuste riservate ai giocatori dell’Inter. Nella bufera Moggiana la GdS ha preso sempre le parti decise della difesa perché i suoi giornalisti erano tutti “culo e camicia” con Moggi e la banda dei ladri compreso Crapapelada! Da allora non solo non compro più ma faccio persino fatica a leggere la GdS al bar!

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    1. user-13173495 - 3 anni fa

      Quoto in pieno!……

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    2. antonio - 3 anni fa

      Di chi era la proprietà del gruppo Corriere e Gazzetta ? In corso Marconi a Torino non si sarebbero tollerate prese di posizione diverse ,mica siamo all ‘ Inter dove ogni giocatore o dirigente può andare in tv a dire la propria . Ora dovranno riciclarsi con Cairo e sarà divertente vedere ai derby di Torino che lisciava il pelo agli Agnelli , dovrelo fare a Cairo .

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