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Giudice (CdS):” Cessione Inter? Qualcosa si muove, da Zhang richieste esagerate”

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Intervenuto sulle colonne del Corriere dello Sport, Alessandro Giudice ha analizzato la situazione finanziaria dell'Inter

Matteo Pifferi

Intervenuto sulle colonne del Corriere dello Sport, Alessandro Giudice ha analizzato la situazione finanziaria dell'Inter:

"Il 2021 finanziario dell’Inter si chiude come si era aperto: col dossier sul tavolo di vari investitori e trattative per la cessione. Tra smentite e conferme, qualcosa si muove. Del resto, non è nuovo l’appetito di capitali americani sul nostro calcio e l’Inter allungherebbe la striscia. Tralasciando voci improbabili di fondi arabi che continuano a smentire, l’ingresso di gruppi specializzati sarebbe molto positivo per l’Inter e per il calcio italiano. L’interesse made in USA nasce anzitutto dai valori modesti dei nostri club rispetto a quelli delle franchises nelle major leagues. Gli americani puntano poi a ristrutturare il business, lavorando sui ricavi per trasformare macchine mangiasoldi in aziende profittevoli ma ciò non è semplice perché le debolezze strutturali del nostro calcio (stadi fatiscenti, deprezzamento dei diritti tv, scarso appeal commerciale della Serie A) rendono statici i fatturati mentre l’obbligo di competere inseguendo i top club esteri inflaziona i costi delle rose. Oltreoceano è tutto diverso. Le leghe sono circoli esclusivi dove l’interesse comune è aumentare la torta complessiva, contando su introiti stabili: entrarvi è difficilissimo (chiedere a Commisso notizie dei Cosmos). In Europa, invece, il meccanismo promozioni/retrocessioni e gli incentivi a entrare in Champions rendono la concorrenza assai costosa però gli americani hanno senso del valore e renderebbero il club più efficiente".

"L’Inter ha debiti ingenti e perdite enormi (-245 nel 2020/21) ma le aspettative dei tifosi sono altissime: un mix difficile da affrontare che Zhang complica con richieste fuori misura. Il valore dei club quotati oscilla tra 1,5 volte i ricavi (Borussia Dortmund), 2 (Juve), 3 (Ajax), 5-6 (Manchester United). Il multiplo dipende da vari fattori ma nessuno può paragonarsi ai Red Devils, sostenuti da una macchina commerciale imponente, capace di generare utili ricorrenti. I ricavi 2020/21 dell’Inter (356 milioni) godono di fattori poco ripetibili. La componente commerciale/sponsor sta lentamente costruendo una base solida, grazie al lavoro paziente del management, ma resta ancora modesta se depurata di sponsorizzazioni asiatiche difficilmente replicabili, anzi quasi sparite: da 90 milioni nel 18/19 ai 14 previsti nel 21/22. Ciò colloca il valore dell’Inter sui 750 milioni (meno il debito) già offerti da BC Partners e rifiutati da Zhang per ragioni intuibili: la leva finanziaria che il patron nerazzurro dovrebbe smontare gli lascerebbe pochi spiccioli, da cui le richieste esagerate. Il prestito Oaktree gli alza ancora l’asticella ma era necessario per non mandare l’Inter in asfissia finanziaria con un azionista dalle limitate capacità, oberato da debiti imponenti ed estromesso dal cuore operativo del suo gruppo. Sulle notizie che arrivano dalla Cina è facile prendere fischi per fiaschi: una lettera con cui Zhang rassicurava i dipendenti è stata scambiata addirittura per l’annuncio che i debiti di Suning Group erano stati rimborsati, ma non è così. Riguardava specifici debiti coi dipendenti per prodotti finanziari che Suning Finance aveva venduto loro come polizze d’investimento, trasformandole poi in prestiti di cui ha rimborsato per ora l’1%, assicurando ora che la situazione è stabilizzata e che i dipendenti rivedranno i loro soldi a giugno. In ogni caso, sono 150 milioni di euro (1 miliardo di yuan): piccolezze rispetto ai miliardi di debiti del gruppo. Il governo aiuterà a sistemare i creditori domestici mentre quelli esteri rischiano grosso".

"Anche l’Inter ha i suoi bond da rifinanziare: 375 milioni in scadenza tra un anno, di cui Fitch ha abbassato il rating (da BB- a B+) ravvisando un deterioramento del profilo finanziario causato dalla contrazione dei ricavi e dal monte stipendi ancora elevato. L’agenzia prevede una discesa del rapporto tra monte stipendi e fatturato (oggi al 70%) ma il consumo di cassa del business operativo rende l’Inter bisognosa di sostegno finanziario dall’azionista (difficile) e di proventi dal player trading che non potranno essere sempre cospicui come quelli realizzati con Hakimi e Lukaku, che hanno dato stabilità. L’outlook è stabile sul presupposto che il debito sia rifinanziato nel primo trimestre 2022. Avvicinarsi alla scadenza può essere rischioso. Mentre Zhang insiste per un socio di minoranza, l’Inter assorbe 7/8 milioni al mese, per cui nessuno accetterà di condividere le perdite senza disporre di leve decisionali e col pegno di quote un socio c’è già: Oaktree. Sullo sfondo, il progetto San Siro che richiede azionisti affidabili e offre un forte richiamo ai fondi americani".

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