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Insigne: “Guardavo il mio idolo, Ronaldo, e sognavo le sue scarpe. Ma mio padre…”

L'attaccante del Napoli ha raccontato il suo amore calcistico per il Fenomeno

Marco Macca

Una lettera toccante, che racconta l'amore di un bambino verso il calcio e quell'idolo che lo ha fatto innamorare, con gli occhi sognanti e la voglia di somigliare a lui. Il tutto trasferito a un paio di scarpe che in quel momento rappresentavano il punto di congiunzione con il sogno. Lorenzo Insigne ha scritto una lettera al sito playerstribune.com in cui ha raccontato la sua infanzia trascorsa immaginandosi calciatore professionista guardando in tv la sua icona, Ronaldo, il Fenomeno dell'Inter:

"Io volevo un paio di scarpe in particolare: le R9. Erano le scarpe del Fenomeno, Ronaldo. Ve le ricordate? Di colore argento, blu e giallo. Una vera icona: Ronaldo aveva appena giocato il Mondiale del ’98 in Francia con quelle scarpe e io non parlavo d’altro. “Papà, per favore, ti prego, prendimi le scarpe di Ronaldo”. Ogni giorno. Ogni santo giorno. “Per favore papà, le scarpe da calcio!” (...) Mio padre voleva che io prendessi delle semplici scarpe da calcio nere come quelle che indossava Maradona. Avete presente, no? Ma io non lo avevo visto giocare, ero troppo piccolo e gli rispondevo: “No papà, non hai capito. Ronaldo è il migliore” (...). Mio padre era un grande tifoso del Napoli, ovviamente Ronaldo giocava nell’Inter in quegli anni e spesso faceva piangere i tifosi azzurri. Io però ero solo un ragazzino ed ero ossessionato da queste scarpe (...). Sono sicuro che questo ricordo mi rimarrà impresso per tutta la vita: mio padre che dà al negoziante i soldi per pagare le scarpe e poi mi dà la scatola. E’ il regalo più bello che io abbia mai ricevuto. Sapete, è buffo, perché adesso che sono un calciatore professionista tramite gli sponsor mi arrivano tante scarpe gratis e ovviamente perdono un po’ di significato rispetto a quando ero un bambino. Non sto scherzando: pulivo quelle scarpe tutti i santi giorni (...). Le ho indossate così a lungo che erano uscite di produzione e nei negozi non si trovavano più: il giorno che si sono rotte definitivamente ed è stato impossibile aggiustarle ho pianto. Ho pianto a lungo, perché ci tenevo così tanto. Per me erano sacre".

(Fonte: playerstribune.com)