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Inter, Antonello: “Nuovo stadio ok per le Olimpiadi”. Ecco i tempi di realizzazione

Si rischia di avere un mega cantiere quando inizieranno i Giochi invernali fra sette anni

Francesca Ceciarini

Il progetto e la costruzione del nuovo San Siro, con possibile demolizione dell'attuale, potrebbero rappresentare un problema per le Olimpiadi invernali del 2026, assegnate a Milano e Cortina.

È previsto che la cerimonia di apertura sia svolta nell'attuale stadio ma la zona fra sette anni potrebbe essere un enorme cantiere, e questo complicherebbe le cose, come spiega il Corriere della Sera:

"Cosa succederà nel 2026 quando a febbraio si apriranno i Giochi invernali di Milano-Cortina? È una domanda che circola con insistenza tra gli addetti ai lavori. Il timore è che ci sia un ingorgo di tempi e di cantieri che potrebbero creare difficoltà alla cerimonia d’apertura dell’Olimpiade. Secondo il cronoprogramma tracciato dalle due squadre la prima fase dei lavori che comprende la costruzione del nuovo stadio (oltre a pesanti interventi sulla viabilità) si concluderà entro la fine del 2023".

I tempi precisi per ogni fase dovrebbero essere questi:

"Diciotto mesi per le autorizzazioni e altri trentasei per i lavori veri e propri. La seconda fase è quella più delicata perché da una parte riguarda la demolizione di San Siro, dall’altra la costruzione del distretto multifunzionale con alberghi, centro commerciale, uffici, centro congressi e quant’altro faccia vivere l’area. Per la seconda fase ci vogliono, oltre i tempi per le autorizzazioni, trentasei mesi per le costruzioni.

"Appare più che plausibile che a febbraio 2026 ci sarà sì il nuovo stadio ma a fianco di un enorme cantiere con problemi di accesso e di viabilità. Impensabile anche che la fase due possa iniziare prima, perché le due squadre hanno bisogno di San Siro per giocare".

Da qui la corsa contro il tempo:

"Il rischio è che la cerimonia di apertura dei Giochi si faccia in una situazione ambientalmente complicata. Dai vertici delle due squadre arrivano tutte le rassicurazioni del caso. 'L’obiettivo — dicono Antonello e Scaroni — è quello di avere l’impianto nuovo per celebrare la cerimonia inaugurale. Se da qui al 2026 non solo avremo concluso la fase uno ma saremo già nella fase due sarà nostra cura mettere l’area a disposizione per un evento di rilevanza mondiale. Non ci sogneremo mai di non predisporre un’area per un evento del genere".

( Corriere della Sera)