Da Suarez a Ronaldo, da Eto’o a Rafinha: Inter, comprare a Barcellona è una garanzia

Da Suarez a Ronaldo, da Eto’o a Rafinha: Inter, comprare a Barcellona è una garanzia

Sono diversi i calciatori approdati in nerazzurro dopo aver giocato con il club catalano

di Fabio Alampi, @FabioAlampi

Il sogno di vedere Lionel Messi con la maglia dell’Inter non può riportare alla mente tutti quei calciatori che, in passato, hanno compiuto lo stesso percorso. I nerazzurri, quando si tratta di top player, hanno sempre pescato bene a Barcellona: Tuttosport ricorda le grandi operazioni fra i due club.

SUAREZ – “Era il primo giugno del 1961 quando l’Inter di Angelo Moratti, su richiesta di Helenio Herrera acquistò per circa 300 milioni di lire Luis Suarez, fresco vincitore del Pallone d’Oro. Col galiziano in regia la squadra nerazzurra divenne la Grande Inter e vinse in nove stagioni 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni (’63-64 e ’64-65) e 2 Intercontinentali (’64 e ’65)“.

RONALDO – “Ventisette dopo l’addio di Suarez, il figlio di Angelo Moratti, Massimo, si regalò Ronaldo il Fenomeno, il giocatore più forte del pianeta in quegli anni. Investì circa 50 miliardi di lire per strapparlo al club catalano e farne il simbolo della sua Inter. L’impatto del brasiliano fu pazzesco, segnò 34 reti in 47 gare stagionali trascinando la squadra di Gigi Simoni al successo in Coppa Uefa (indimenticabile il suo gol nella finale vinta 3-0 contro la Lazio) e duellando fino al termine del campionato con la Juventus“.

ETO’O – “Ibrahimovic faceva le bizze e Moratti decise di cederlo al Barcellona per 49 milioni di euro più il cartellino di Eto’o, allora 28enne: per molti, quello fu il suo miglior affare. Eto’o raggiunge Mourinho ed è inutile ricordare come terminò quella stagione: l’Inter vinse il Triplete con Eto’o che si sacrificò sulla fascia nel 4-2-3-1. L’annata successiva il “Re Leone” mise la firma nelle vittorie in Supercoppa italiana, Mondiale per club e Coppa Italia“.

RAFINHA – “Non ha vinto trofei, ma da gennaio a maggio 2018 si rivelò decisivo il brasiliano Rafinha nel 4-2-3-1 di Spalletti. Con lui l’Inter agguantò il quarto posto valido per tornare, dopo sei stagioni, in Champions League“.

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