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Barbano: “Inter, non solo l’effetto Champions dietro il ko col Sassuolo: l’analisi”

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Cosa c'è dietro il ko dell'Inter a San Siro ieri contro il Sassuolo. Ecco l'analisi di Barbano sul CorSport

Alessandro Cosattini

Il contraccolpo del ko contro il Liverpool in Champions League ha sicuramente inciso ieri, ma non solo. Alessandro Barbano sul Corriere dello Sport analizza i motivi della sconfitta dell’Inter di Simone Inzaghi col Sassuolo. Ecco quanto evidenziato dal giornalista: “Togli all’Inter la freschezza atletica, la lucidità sotto rete, la concentrazione in difesa, Brozovic a centrocampo, e ti ritrovi con un punto in tre partite e con lo scudetto che ti sguscia dalle mani, con Napoli e Milan pronti ad agguantarlo. C’è l’effetto Champions dietro il colpo del Sassuolo a San Siro, che riapre il campionato e getta Inzaghi nell’angoscia. Ma non solo. Perché è vero che il City, dopo il cinque a zero contro lo Sporting, cade in casa contro il Tottenham, e che il Psg, dopo lo schiaffo al Real, perde a Nantes uno a tre, a conferma di quanto pesino le fatiche infrasettimanali. Ed è vero che la fatica della gara con il Liverpool la vedi nell’eclissi del contropiede e in quell’attimo sempre in più con cui i nerazzurri si disfano del pallone, consentendo al Sassuolo di recuperare.

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Però la notte dell’Inter ha troppe luci che si spengono allo stesso tempo. Anzitutto quelle di Lautaro e Dzeko. Le prestazioni dell’argentino sono oramai da mesi inguardabili. E il bosniaco nelle ultime due gare, contro gli inglesi di Klopp e ieri contro gli emiliani di Dionisi, non ha fatto di meglio, sbagliando gol che un top player dovrebbe mettere in porta anche con le stampelle. Poi ci sono in difesa distrazioni che fino a qualche settimana fa sarebbero state impensabili. Il vantaggio di Raspadori nasce da un errore di Calhanoglu a centrocampo e da una mancata interdizione davanti all’area, anche se è Handanovic a completare la frittata. Il raddoppio di Scamacca è favorito da un’amnesia di Perisic. L’assenza del regista croato, che è anche l’uomo che corre di più, è per l’Inter una sciagura. Perché né il duttile Barella, né l’intermittente Calhanoglu possono surrogare il senso della posizione e l’equilibrio che Brozovic dà alla manovra. 

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Qualcosa di suo, e non poco in verità, ci mette il Sassuolo. Che sa come si prendono le grandi, avendo già battuto il Milan e la Juve. Il suo quattro-due-tre-uno è un modulo flessibile, in grado di attaccare a quattro punte e di difendersi con cinque centrocampisti, grazie alla generosità di Berardi e Raspadori. Traore è uno scrigno pieno di genio e qualche sregolatezza, ma quando parte la squadra si accende e può accadere di tutto. Per qualità di palleggio il Sassuolo di Dionisi è secondo solo agli azzurri di Spalletti. Lo vedi perché gioca senza paura, anche di fronte al pressing dell’Inter, e trova sempre il corridoio per ripartire. Qui c’è da riempire il taccuino di Mancini, perché oltre a Raspadori e Scamacca, che sono il futuro azzurro e anche ieri lo hanno dimostrato, c’è Frattesi, metà regista e metà incursore. Potrebbe far comodo”, si legge.

(Fonte: Corriere dello Sport)

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