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Inter in difesa di Lukaku: “Il fatto non sussiste, nessun dubbio sul colpevole della rissa”

Getty Images

I nerazzurri puntano il dito contro Ibrahimovic

Fabio Alampi

Continua a far discutere l'accesissimo scontro avvenuto martedì sera tra Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic nel finale del primo tempo del derby di Coppa Italia. L'Inter, come scrive La Gazzetta dello Sport, si è subito schierata in difesa del suo bomber: "Ci sono quelle frasi sui riti voodoo della mamma (riferiti a suo tempo dal proprietario dell'Everton Farhad Moshiri). E c'è quella altrettanto brutale frase di Lukaku a Zlatan: «Ti sparo in testa». Per l'Inter il fatto non sussiste, l'audio non si coglie e insomma tutto il giorno dopo viene definito intorno a un solo colpevole: Zlatan".

"Lukaku si è goduto il giorno di riposo, ma ha preferito il basso profilo. Si è reso irraggiungibile per buona parte della giornata, divisa tra le sue consuete sedute di camera iperbarica del giorno dopo le partite e un po' di fisioterapia. È rimasto in casa, ha letto il tweet di Ibra, ha pensato a lungo se replicare ma poi ha deciso, di comune accordo con l'Inter, di non rispondere. E neppure di puntualizzare le ricostruzioni dell'ultimo labiale prima di imboccare il tunnel verso gli spogliatoi, a fine primo tempo. «Shit» or «shoot», l'audio lascia aperto più di qualche dubbio. Ma nulla - così filtra dal giocatore - è paragonabile alle offese ricevute da Ibrahimovic. Zlatan ha toccato il punto debole di Romelu, ovvero mamma Adolphine, e il belga non ha saputo gestire i suoi comportamenti".

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