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Inter diversa: ha meno profondità e più palleggio. E il segreto è questo

Getty Images

Quella di Conte era un’Inter travolgente, che puntava tutto o quasi sulla potenza di Lukaku. Oggi è diversa

Marco Astori

L'Inter di Antonio Conte e quella di Simone Inzaghi sono molto diverse: sia nel modo di difendere ma, soprattutto nel modo di attaccare. Il Corriere dello Sport mette a confronto le due squadre spiegando in cosa differenziano maggiormente: "Quella di Conte era un’Inter travolgente, che puntava tutto o quasi sulla potenza di Lukaku. La serie A, infatti, è da anni un torneo in cui la differenza viene fatta dalla fisicità. E Big Rom, da questo punto di vista, era per tutti o quasi imprendibile, trascinando dietro si sé pure i compagni.

L’Inter oggi è diversa: ha meno profondità e più palleggio. Significa che gioca di più e, di conseguenza, si proietta verso l’area avversaria in più modi differenti. Ed è proprio questo il segreto, risultando più imprevedibile. Le fasce, come con Conte, restano una risorsa fondamentale. Ma c’è anche chi sa colpire con il tiro da fuori, come Calhanoglu. E’ vero che fino allo scorso anno c’era Eriksen, ma il danese entrò stabilmente in squadra solo nella seconda metà dello scorso campionato. Inoltre, ci sono i calci da fermo, punizioni e corner: avendo due eccellenti specialisti (il turco e Dimarco), l’Inter riesce ad essere micidiale pure in quelle situazioni. E allora non resta che chiedersi: a chi tocca stasera con lo Spezia?".

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