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Forte: “L’Inter è una ferita che ancora brucia. In allenamento arrivavano le mazzate se…”

Getty Images

L'attaccante del Venezia racconta la sua avventura in nerazzurro

Gianni Pampinella

In una lunga intervista rilasciata a Calciomercato.com. Francesco Forte torna sulla sua avventura all'Inter. Il racconto dell'attaccante parte dall'esordio in prima squadra nell’Inter di Stramaccioni contro la Roma, era il 17 aprile 2013: "La data ce l'ho tatuata sulla pelle, è stato il raggiungimento di un sogno e il punto di partenza di un nuovo percorso. Quella volta mi ero promesso che un giorno sarei tornato in Serie A, magari con un'altra maglia. Ed è uno dei miei obiettivi".

In quella squadra c'erano Milito, Cassano, Pazzini... Chi era l'attaccante che le dava più consigli?

"Non servivano tante parole, bastava guardarli per migliorare. Te hai citato le punte, ma anche la difesa era piena di campioni: da Chivu a Samuel, passando per Lucio, Maicon, Zanetti... Da attaccante era difficile affrontarli in allenamento, perché se riuscivi a superarli si sentivano colpiti nell'orgoglio e... arrivavano le mazzate!".

Ha il rimpianto di non aver mai avuto una possibilità in nerazzurro?

"E' una ferita che ancora brucia, ma devo essere onesto: la chance all'Inter ce l'ho avuta, purtroppo posso dire di essere stato io ad averla buttata. Mi è arrivata troppo presto, dovevo capire ancora alcune cose. Per esempio quando ero più piccolo sottovalutavo l'importanza degli allenamenti, magari avrei dovuto prenderli con più serietà. A quell'età ero contento perché giocavo nella Primavera dell'Inter, ma non pensavo di poter sfruttare l'occasione che mi era stata data. Paradossalmente ci credo più oggi che ho 27 anni che a 18".

(Calciomercato.com)

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