Inter, Sabatini: “Lukaku e Lautaro come Bud Spencer e Terence Hill. Ci sta la domanda…”

Inter, Sabatini: “Lukaku e Lautaro come Bud Spencer e Terence Hill. Ci sta la domanda…”

L’analisi del giornalista sulla coppia d’attacco dell’Inter

di Gianni Pampinella
Dalle colonne di Tuttosport, Sandro Sabatini analizza la coppia d’attacco dell’Inter formata da Lukaku e Lautaro e scatta il paragone con una coppia del cinema: Bud Spencer e Terence Hill.
Lukaku sembra Bud Spencer. E Lautaro diventa Terence Hill. Anziché spolverare gli album di figurine, diamo un’occhiata alle vecchie locandine del cinema. Quello grosso sbatte tutti giù per terra, quello furbo piazza il colpetto decisivo. La coppia funziona, la gente si diverte, l’incasso è garantito: ieri queste espressioni raccontavano Bud Spencer e Terence Hill, oggi Lukaku e Lautaro. Anziché azzardare improbabili paragoni con grandi coppie-gol del passato, conviene descrivere la loro storia come fosse un film. Lukaku non è stato certo comprato con gli sconti del Black Friday: è costato una 70 di milioni e ne prende 9 di stipendio. Al Manchester l’avevano parcheggiato in periferia. Conte l’ha imposto al centro del progetto, dove c’era Lautaro che l’anno scorso sembrava fin troppo dolce e introvabile, neanche fosse l’anteprima del biscottino alla Nutella. Così, dopo aver inseguito addirittura Dzeko e catturato solo Sanchez, l’Inter l’ha tenuto perché pareva brutto – o almeno prematuro – impacchettarlo come un Icardi o Perisic o Nainggolan qualsiasi. E’ diventato forte. Poco importa se lo era già. E se forse, come denuncia Capello, gli interisti hanno festeggiato a Praga il giorno del ringraziamento (ai difensori dello Slavia)“. 
IL CONFRONTO CON DYBALA – “Si può giocare su chi fa più bella figura e anche con le figurine, provando a scambiare quella di Dybala con quella di Lautaro. Mettendosi al riparo dalle esasperazioni ultrà e mettendo in chiaro che si tratta solo di suggestione da fantamercato, ci sta la domanda più semplice, antica come lo sport e le sue affascinanti rivalità: chi è più forte, tra i due? Le statistiche offrono un supporto che non chiarisce. In questa stagione, lo juventino e l’interista hanno segnato con la stessa media/gol a minuto e pure il numero degli assist è uguale. La tecnica premia Paulo per i colpi ad effetto, la concretezza sta con il nerazzurro. Invece le sensazioni indirizzano agli opposti. Dybala brilla soprattutto quando si eclissa Ronaldo, invece Lautaro splende quando si esalta Lukaku. E magari anche questo spiega perché Messi, quando c’è da autografare la formazione dell’Argentina, mette il timbro sull’interista titolare e Paulino si accomoda in panchina. Per Conte, che vive la partita in panchina come fosse in curva, importa poco quel che pensano laggiù in Sudamerica. Lui si piazza in prima fila e torna al cinema, dove uno picchia e l’altro spara, e due eroi recitano da cattivi ma fanno solo il bene dell’Inter. Il film in cui Lukaku fa Bud Spencer e Lautaro si trasforma in Terence Hill. E per diventare buono come Don Matteo, c’è tempo“.
(Tuttosport)
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