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Inter, due verità contraddittorie. Sul 4-2 come un uragano tropicale, poi gli errori dietro

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L'Inter dimostra di essere dominante ma non chiude la gara e concede troppi spazi alla Juve che alla fine pareggia con Yildiz
Andrea Della Sala Redattore 

L'Inter esce da San Siro con rammarico. Dopo aver mancato il colpo del k.o. contro la Juve quando il risultato era di 4-2, ecco che subisce una clamorosa rimonta. Due punti buttati che pesano e una difesa che non è più solida come lo scorso anno.

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"Spaventati dai precedenti, temevamo una noiosa Corazzata Potemkin e invece Inter-Juve è stata una spassosa commedia all’italiana. Non usiamo etichette più raffinate perché molti gol sono arrivati da pasticci difensivi da cinepanettone. Non una partita di alta qualità, ma sicuramente divertente: 4-4. Mai in un Derby d’Italia si erano segnati 5 gol in un tempo solo. Un eroe su tutti: Kenan Yildiz. Entrato al 17’ della ripresa, con la Juve sotto 4-2, l’ha tirata su con una splendida doppietta. Preso a pallate dall’Inter sul 4-2, sul punto di sprofondare, come con lo Stoccarda, ha mostrato una Juve di cuore e attributi, capace di restare viva e risalire", analizza La Gazzetta dello Sport.


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"L’Inter ha confermato due verità contraddittorie: di poter essere ancora dominante come nella stagione scorsa, la più forte di tutti, ma anche di non poterlo più essere per 90’. Sul 4-2, quando si è messa a martellare la porta di Di Gregorio, è sembrata un uragano tropicale. Thuram su tutti. Ma poi si è fatta raggiungere e, già in precedenza, aveva subito gol evitabili. Le amnesie annunciate nella prima di Marassi si ripetono puntualmente. Un anno fa, dopo 9 giornate, l’Inter aveva subito 5 gol. Oggi sono già 13. L’assenza di Calhanoglu pesa, non soltanto in regia, ma anche nel filtro di centrocampo. E’ come se l’Inter riuscisse a giocare come prima, ma non a imporsi la concentrazione feroce che serve per conservarne i frutti. Un gigante dai piedi d’argilla. Sta a Inzaghi, ieri non illuminato nei cambi come Thiago, rimettere a posto la testa dei Campioni d’Italia. Con la testa a posto, nella stagione scorsa, l’Inter vinse tutti gli scontri diretti, tranne Juve-Inter. Ora ha perso il derby e sperperato la vittoria sulla Juve. Avrebbe potuto buttare giù dalla torre un Fonseca quasi esonerato e mettere in crisi Motta, dopo lo Stoccarda. Li ha risparmiati con esagerata tenerezza", scrive Gazzetta.

 

 

 

 

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