Le prospettive di crescita del fatturato presentate dal Milan alla Uefa non hanno convinto Nyon, che ha rinviato a ottobre i rossoneri. Spiega Tuttosport: "Cinquecentoventiquattro milioni. Questo è il clamoroso dato segnalato alla casella ricavi nella stagione '21-22 che il Milan avrebbe scritto nel suo business plan presentato alla Uefa nel voluntary agreement per il Fair Play Finanziario e svelato ieri da "Il Sole 24 ore". Piano che è stato ritirato dal Milan venerdì scorso, dopo che l'Uefa aveva chiesto chiarimenti. Ora la decisione è rinviata al prossimo autunno quando Nyon avrà avuto l'opportunità di giudicare meglio il cammino della nuova proprietà rossonera che nel frattempo dovrebbe aver avviato la nuova società Milan China e incassato qualcosa dall'ingresso in Europa League se supererà i due turni preliminari.
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La Uefa non crede al piano del Milan: numeri fantasmagorici, 15 o 20 volte più dei top club
Le prospettive di crescita del fatturato presentate dal Milan alla Uefa non hanno convinto Nyon, che ha rinviato a ottobre i rossoneri
NUMERI ESAGERATI - "Analizzando i dati riportati dal giornale economico, si può capire perché la Uefa abbia deciso di prendere tempo e abbia chiesto al Milan di presentare una nuova proposta, al fine di avere chiarimenti sulla struttura della proprietà e sulle prospettive di ricavi sul mercato cinese. Qui i numeri sono addirittura fantasmagorici: 90 milioni di ricavi nella prossima stagione all'ombra della Grande Muraglia, 183 milioni nel 2018-19, 196 milioni nel 2020, 213.5 a fine 2020, 213.5 dodici mesi dopo. Secondo queste previsioni, il Milan moltiplicherebbe per quindici o venti volte gli introiti attuali dei 3-4 migliori club europei. Queste stime stridono anche con la quantificazione dei possibili introiti commerciali rossoneri in Cina, effettuata da advisor del Milan a Shanghai: una forbice tra 50 e 100 milioni in cinque anni, quindi da 10 a 20 milioni a stagione".
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