L’Inter si gioca tutto a San Siro, l’ultima occasione per riscattarsi. Spalletti ritrova due pedine

Nella sfida contro l’Empoli l’Inter potrà contare anche su De Vrij e Politano

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Spalletti con De Vrij

Domenica l’Inter ospiterà l’Empoli in un match decisivo e delicato per raggiungere la Champions League. La squadra di Spalletti dovrà vincere, ma anche i toscani cercano il risultato per potersi mantenere in Serie A. L’Inter giocherà nel suo stadio e avrà il vantaggio di una spinta da oltre 70mila persone, ma in questa stagione non sempre è stato un vantaggio.

“A San Siro l’Inter ha perso la Champions, è stata eliminata dalla Coppa Italia ed è uscita dall’Europa League. Primo schiaffo con il Psv che, nonostante fosse già fuori dai giochi, ha approfittato del braccino nerazzurro per portare a casa un insperato 1-1 che, unito all’1-1 del Tottenham a Barcellona, ha spedito la squadra di Spalletti in Europa League. La seconda sberla è arrivata dalla Lazio che, ai rigori, ha conquistato le semifinali di Coppa Italia. L’ultimo gancio l’ha piazzato l’Eintracht ma in quella gara l’Inter aveva la rosa ridotto all’osso per riuscire a opporre una resistenza decorosa a un avversario che invece viveva quella notte come una finale di Champions, spinta dall’urlo di sedicimila tifosi tedeschi”, racconta Tuttosport.

“Domenica il volume sarà molto più alto, considerato che saranno quasi in settantamila a spingere l’Inter verso una vittoria che le consegnerebbe la qualificazione alla Champions senza attendere favori da Sassuolo e Spal, impegnate con Atalanta e Milan. Battere l’Empoli – magari giocando una partita in stile derby – sarebbe anche l’opportunità per ringraziare adeguatamente una tifoseria che ha superato abbondantemente il milione di spettatori in stagione al Meazza. La squadra è in debito con gli interisti: in questa triste primavera, ha avuto ben quattro match ball in casa per mettere in cassaforte il terzo posto e li ha falliti. Prima ha perso con la Lazio, quindi ha pareggiato con Atalanta, Roma e Juve. Un rendimento che fa il paio con quello di Mauro Icardi e Lautaro Martinez che a San Siro in campionato sono all’asciutto su azione da un girone intero, considerato che l’ultimo gol agli atti è quello del Toro al Napoli il 26 dicembre quando l’Inter, dopo aver battuto al fotofinish la squadra di Carlo Ancelotti, puntava al secondo posto. Invece – proprio come un campionato fa – dovrà giocarsi la Champions all’ultima di campionato. Le differenze sono sostanziali (nel maggio del 2018 si giocava all’Olimpico contro un avversario, la Lazio, decisamente più forte), però pure per l’Empoli sarà la partita della vita e questo complica un po’ la pratica. Già, però guardando i precedenti, non ci sarebbe partita: in Serie A su 12 sfide a San Siro l’unica vittoria dell’Empoli, maturata grazie a un gol al 94’ di Tommaso Rocchi (18 gennaio 2004) è circondata da undici successi interisti con 32 gol fatti e 10 subiti (pallottoliere che sale a quota 16 considerato pure il cinque su cinque dell’Inter in Coppa Italia). La musica non cambia considerando il ruolino dell’Empoli in questa Serie A dove nessuno ha raccolto meno punti in trasferta (otto) a fronte di una vittoria (a Genova con la Samp), 5 pareggi e dodici sconfitte. Quella di domenica però è una finale e le finali, per antonomasia, sono partite aperte a qualsiasi risultato e la formazione di Aurelio Andreazzoli potrebbe salvarsi anche grazie a un pareggio. Spalletti, al contrario, sarà costretto a vincere – come già sottolineato – per evitare di rivivere lo psicodramma della notte di Champions, con l’1-1 del Tottenham a Barcellona che strappò la qualificazione all’Inter. Domenica, oltre a De Vrij, al secondo allenamento in gruppo, ci sarà pure Politano che ieri ha lavorato a parte per non sovraccaricare la caviglia ammaccata con il Chievo. Un’altra buona notizia per Suning che si gioca 50 milioni in novanta minuti”, analizza il quotidiano.

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