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Lippi: “Così ho soffiato all’Inter Montero. Tanti miei ex giocatori allenatori oggi perché…”

Il tecnico ha risposto alle domande dei tifosi arrivate attraverso i canali social di Skysport

Eva A. Provenzano

Marcello Lippi, in un'intervista a Skysport, ha parlato della vittoria del Mondiale 2006 ma anche dell'attualità del calcio. Queste le parole dell'ex ct nonché allenatore di Juve e Inter: «In Cina l'emergenza coronavirus è stata affrontata con rigore, soprattutto a Wuhan, ed è stata vinta. Adesso non hanno più contagi ma tanti cinesi che arrivano dal mondo in Cina sono contagiati. Hanno trovato cinquecento casi e sono stati isolati». 

-Tanti giocatori tuoi ora fanno l'allenatore, come Conte che allena l'Inter, chi è riuscito meglio in questo mestiere finora secondo te? 

Non mi fate fare una scelta. Sono tutti bravi e non avete idea di quanti di loro mi chiamavano per chiedermi consigli. Vialli per esempio quando allenava al Chelsea, Montero che è venuto a trovarmi a casa per capire le esercitazioni su fuorigioco o pressing. Sousa lo ho incontrato in Cina. Hanno avuto tanto successo da giocatori e ora da allenatori perché sono persone di alto livello e sono capaci di coinvolgere tanto chi lavora con loro. Per questo li seguo tutti con grande affetto e stima. Nesta l'ho portato io in Cina all'Evergrande e sta confermando le sue qualità. Sono sicuro che arriverà in Italia presto. 

-Un giocatore che ha voluto fortemente? 

Montero. Lo avevo allenato all'Atalanta e dopo due anni alla Juve, parlando con Moggi, Giraudo e Bettega dissi di prendere lui e mi dissero di chiamarlo. L'ho chiamato e stava andando nella sede dell'Inter, a Milano con il suo procuratore. Mi disse: "Sto andando a parlare con i nerazzurri". Io gli chiesi di non andare e di venire a Torino. E lui è venuto a Torino. 

-Cos'ha detto a Grosso quando ha segnato l'ultimo rigore, quello decisivo dei Mondiali?

Vi dico cosa gli ho detto quando ho dovuto dirgli che batteva lui il quinto rigore. Avevo deciso i rigoristi, mi mancava il quinto e ho pensato con un'intuizione di farlo battere a lui. Dissi: "Te, Fabio, batti il quinto". E lui: "Io?". "Sì, tu sei quello dell'ultimo minuto". E poi li ho abbracciati tutti e lui era stravolto. Un paio d'anni prima giocava in Serie B e diventare determinante in un campionato del mondo è un'emozione incredibile. 

(Fonte: SS24)

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