Mazzola: “Inter in campo con la Primavera? Sbaglierebbe. Ai miei tempi decise Herrera”

Mazzola: “Inter in campo con la Primavera? Sbaglierebbe. Ai miei tempi decise Herrera”

L’ex bandiera nerazzurra debuttò in una situazione analoga

di Fabio Alampi, @FabioAlampi

Intervistato da Libero, Sandro Mazzola ha parlato della possibilità che l’Inter scenda in campo con la Primavera in occasione della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Napoli.

Sandro Mazzola, ha sentito l’idea provocatoria che circola in ambienti interisti? Mandare la Primavera a giocare la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Napoli per protestare contro il calendario troppo pesante della ripresa. Le ricorda qualcosa?
«Eh sì, giocavo proprio in Primavera e il mio debutto fra i grandi dell’Inter avvenne in circostanze simili. E pensare che dicevano che la società avesse preso il figlio del capitano del Grande Toro solo perché ero un raccomandato… Comunque, quel 10 giugno 1961, per protestare contro la Caf che invece del 2-0 a tavolino volle far ripetere Juve-Inter, il club mandò in campo noi ragazzi».

E…?
«E prima della partita nel tunnel ci guardavamo e ce la facevamo sotto dalla paura. Il ko 9-1, beh, è stato normale».

Se l’Inter ripetesse quella protesta clamorosa?
«Sbaglierebbe, il calcio è cambiato, non siamo più nel 1961 quando le tv non avevano tutto in mano come oggi. E poi, visto il momento storico, dopo il caos per colpa del Covid la gente non capirebbe».

Allora chi prese la decisione?
«Sicuramente ci fu l’input decisivo di Herrera, che quando aveva queste idee diventava inarrestabile, poi Moratti lo appoggiò».

Quella partita ha sancito l’inizio di una carriera e la fine di un’altra: il suo debutto e l’addio di Boniperti.
«Oltre al gol della bandiera dell’Inter, che segnai io su rigore, il ricordo più bello è legato proprio a Giampiero. Venne da me e disse: “Ho giocato contro tuo padre, era un grande. Io andavo di nascosto a vedere i suoi allenamenti al Filadelfia, era il più forte di tutti. Ma non dirlo a nessuno che te l’ho detto, eh!”».

Sulla vostra panchina c’era un certo Giuseppe Meazza.
«Un fenomeno, un personaggio incredibile. Andavamo all’allenamento sempre in anticipo perché lui prima di venire da noi si metteva a palleggiare e a tirare contro il muro, e noi non riuscivamo mai a capire se era destro o mancino, talmente aveva i piedi buoni».

Mazzola, l’Inter di oggi la segue?
«Naturalmente».

Sembra che Lautaro possa essere ceduto al Barcellona.
«Io non lo venderei. Non so se nello spogliatoio sia un rompiballe, però ogni volta che lo vedo in campo mi esalta, mi dà sempre la sensazione che possa inventarsi qualcosa. E questi giocatori non vanno mandati via».

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