Suning sfida il City per Messi. La potenza economica e politica di Zhang Jindong

Per sognare Messi all’Inter c’è bisogno dell’intervento di Suning, la proprietà cinese ha le potenzialità per pianificare l’affare

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Messi è un affare per club importanti e per proprietà con grandi disponibilità. Per questo è accostato all’Inter, via Suning che avrebbe le possibilità per tentare un affare incredibile.

“Sessantatré miliardi di giro d’affari, 11 mila negozi fisici, l’e-commerce in perenne espansione, 250 mila dipendenti. Suning è un mondo, un universo parallelo, un pianeta senza confini se non quelli imposti in ambito calcistico – come per tutti – dalla Uefa con il fair play finanziario. Ed è rispettando quello che la società Inter ha dovuto emettere, solo un mese fa, un bond da 75 milioni di euro per far fronte alle difficoltà post Covid. La holding di famiglia, però, viaggia su binari senza intoppi. Tanto per rendere l’idea: Zhang Jindong, papà di Steven, nella classifica 2020 di Forbes (stilata in piena pandemia) è al posto numero 184 tra le persone più ricche al mondo, con un patrimonio personale stimato di 7,7 miliardi di dollari“, analizza La Gazzetta dello Sport.

“Non bastasse questo, Zhang senior è anche esponente di spicco del Partito Comunista cinese: un anno e mezzo fa, quando il presidente cinese Xi Jinping sbarcò a Roma per gli accordi legati alla cosiddetta Via della Seta, il patron dell’Inter era nella delegazione ricevuta dal governo italiano. Questo sta a significare che l’eventuale acquisto di Messi potrebbe rappresentare un affare politico, oltre che calcistico. Potrebbe rappresentare – in soldoni – la Cina che decide di affiancarsi a uno dei simboli più riconosciuti al mondo, ovvero l’argentino con la maglia numero 10.

In fondo, che l’ambizione di Suning sia quella prima o poi di sbarcare in Europa e successivamente anche nel continente americano non è un mistero: è per questo in fondo che Zhang rilevò l’Inter, nel 2016. Ed è per questo che Suning, meno di un anno fa, ha pianificato un investimento triennale – dunque da realizzare entro fine 2022 – da 1,3 miliardi di euro, solo per acquisire brandi europei. E Leo Messi è sì un brand, oltre che un sei volte Pallone d’oro”, aggiunge il quotidiano.

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