Osvaldo: “Conte aspetta l’occasione giusta. Icardi? Lo volevo picchiare, se non ci fosse…”

Osvaldo: “Conte aspetta l’occasione giusta. Icardi? Lo volevo picchiare, se non ci fosse…”

L’ex attaccante nerazzurro si è raccontato a Fuorigioco

di Redazione1908

Ha detto addio al calcio per dedicarsi alla musica: una scelta non convenzionale per chi ha indossato grandi maglie. Pablo Daniel Osvaldo è felice, ora. E lo racconta a Fuorigioco, tornando su alcuni antichi episodi che avevano fatto discutere: “Non faccio più un ca… Gioco di rado con gli amici. In tv guardo ogni tanto solo il Boca. Se rifarei alcune scenate in campo? Sì, fanno parte di me. E poi chi giudica non è certo una persona migliore. Solo che nessuno se lo fila e allora fa il professore. Ma nel privato vorrei vedere se è così irreprensibile. Anche quella con Icardi nel match contro la JuveTroppo facile dire no adesso. Se non ci fosse stato Guarin a fermarmi probabilmente a Mauro davo un cazzotto in mondovisione. In quel momento ci stava. Poi Mancini fu costretto a chiedere la mia cessione, altrimenti avrebbe perso il controllo del gruppo”. 

La Juve, il business nel calcio, i soldi della Cina: “Alla Juve sono stato bene, è normale che ti venga richiesto di rispettare certe regole anche per una questione d’immagine del club. Se non lo capisci, il problema sei tu. Quello che mi nausea è che il calcio non ha più un’anima, ormai è solo business. Troppa gente che vuole guadagnarci e che se ne frega della passione della gente e dei giocatori stessi. Ci sono i soldi anche dietro la decisione di spostare la finale Libertadores a Madrid. Così i tifosi hanno dovuto pagare di più. Al calcio sarò sempre riconoscente. Ma le cose col tempo sono cambiate. In Argentina poi pressioni e pettegolezzi sono esasperati. A Buenos Aires non avevo nemmeno più voglia di uscire di casa. Allora a 30 anni ho detto basta, malgrado in Cina fossero pronti a coprirmi d’oro”.

I calciatori che ho ammirato di più: “Vieri è un fenomeno. Totti, Buffon, De Rossi, Messi mi hanno insegnato tanto. Anche perché quando a 20 Ann ti ritrovi pieno di soldi la testa può girarti”.

Allenatori: “Zeman, Pochettino e Conte. Antonio è il più grande, non solo a livello tecnico-tattico. Uno che ti dice le cose in faccia, ma che sa anche ascoltare. Se hai le palle, gli dici che non sei d’accordo con lui, ti manda a quel paese ma poi elabora e nel caso ti dà ragione. Assurdo che sia senza panchina? Una sua scelta. Aspetta l’occasione giusta. Sarebbe stupendo se diventasse l’allenatore dell’Argentina. Almeno con lui torneremmo a vincere il Mondiale”.

(Fuorigioco)

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