Piquè: “Volevo lasciare tutto, Barça e Spagna: dopo Brasile 2014 motivazioni a zero. Poi…”

Piquè: “Volevo lasciare tutto, Barça e Spagna: dopo Brasile 2014 motivazioni a zero. Poi…”

Gerard Piquè, alla vigilia di Barça-Manchester City, ha svelato alla stampa un retroscena sul suo passato. Dopo Brasile 2014 voleva mollare tutto…

di Dario Di Noi, @DarDinoRio

Gerard Piquè ha messo in scena un autentico show nella conferenza stampa di presentazione alla sfida tra Barcellona e Manchester City. Il centrale catalano ha parlato di ogni cosa: l’addio alla Nazionale, l’ipotesi (passata) di saluti al Barça e l’incontro di domani con Guardiola.

Queste le sue parole, ricche di spunti e di accuse nei confronti di qualche ‘nemico’.

SPAGNA“Addio alla Spagna post Russia 2018? La decisione è ferma, la situazione è precipitata in Albania. Forse non era quello il momento di dirlo, ma sono uscito dallo spogliatoio molto caldo per quello che si stava dicendo e che si è dimostrato essere una menzogna. Ho letto molte cose al riguardo, a parte Twitter e As, Marca o le marionette di Florentino. Non ho controllato nessuno di questi, la decisione l’ho presa io, l’avevo già in testa da tempo. Se ci qualificheremo per il Mondiale e il ct mi convocherà, sarà il momento giusto per lasciare. Saranno già passati 10 anni e ritirarmi sarà la cosa migliore: per fare un passo in là e lasciare spazio alle nuove generazioni”.

BARCELLONA“Ad un certo punto della mia carriera volevo lasciare tutto, la Nazionale e il Barça. La motivazione è tutto. Se non sei motivato nel fare qualcosa, molli. Dopo il Mondiale in Brasile (2014), volevo mollare. Non avevo motivazioni. Poi, dopo aver parlato con Del Bosque, cambiai decisione. Forse ho vinto tutto quando ero troppo giovane. L’arrivo di Luis Enrique ha fatto sì che tornassero le motivazioni. Ora mi sento nel momento migliore della mia carriera. Sono molto felice e mi diverto sul terreno di gioco”.

GUARDIOLA“C’è stato un prima e un dopo Guardiola. Chi ha giocato con lui intende il calcio in un’altra maniera. Il concetto che abbiamo di Pep è il migliore possibile, conserviamo un grandissimo ricordo della sua epoca”.

(Mundo Deportivo)

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