Giornale – Inter, trovata la quadra: gioco all’italiana. Conte condottiero: Eriksen dimostra…

L’analisi del quotidiano sulla formazione nerazzurra

di Alessandro De Felice, @aledefelice24

Il Milan guida la classifica, l’Inter insegue a una lunghezza di distacco. Le milanesi tornano ad essere in vetta, non di certo un fatto casuale e soprattutto una novità nel recente passato. Il Giornale analizza il cammino fino a questo momento delle due squadre: “Programmazione, qualità, uomini giusti al posto giusto valgono per entrambe ma le caratteristiche delle due società e ancora di più delle due squadre sono enormemente differenti. In comune ci sono due società particolari. Il Fondo Elliott per il Milan, il colosso Suning per l’Inter. Proprietà distanti fisicamente ma che hanno lasciato in loco i loro uomini di fiducia con ampie deleghe per operare. Diversi, diversissimi, sono invece i due uomini in panchina e le loro filosofie. Calmo, pacato, misurato e concreto Stefano Pioli. Fumantino, agitato e più portato allo scontro dialettico Conte”.

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Il quotidiano si concentra sui nerazzurri: “Filosofia diversa ma, almeno in tema realizzativa, ancora più efficace per l’Inter che guida questa speciale classifica con 32 reti nelle prime 13 partite. Tre in più proprio dei cugini rossoneri. Conte ha faticato più di Pioli ha trovare la sua quadra ma ora, dopo l’amarezza di coppa, il tecnico sembra riuscito nel suo intento. Pochi fronzoli, un 3-5-2 solido in cui il trequartista è stato abolito. Ognuno al suo posto con ordine e disciplina. Meno offensivo rispetto ad inizio stagione ma più efficace. Attendere l’avversario e poi, alla fine, un golletto in qualche modo arriva grazie alle individualità di cui dispone. Un gioco più all’italiana, sembrerebbe, al punto che l’Europa ha bocciato in toto i nerazzurri. Anche in questo caso l’unità del gruppo attorno al suo condottiero è importante. Anche se i metodi contiani sembrano più quelli del sergente di ferro che detta la linea e pretende che la si rispetti. Altrimenti si finisce fuori. A prescindere dal nome, dal curriculum e dallo stipendio. Vedi Eriksen”.

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