Ravezzani: “Effetto devastante del caso Icardi. L’Inter ha scelto la via più traumatica”

Ravezzani: “Effetto devastante del caso Icardi. L’Inter ha scelto la via più traumatica”

Il giornalista ha parlato del caso Icardi e dell’impatto avuto sull’Inter

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Sul caso Icardi che potrebbe presto tornare in gruppo con l’Inter, si è espresso anche il giornalista Fabio Ravezzani. Ecco il suo commento alla vicenda sulle colonne di Tuttosport:
“Oggi l’universo Inter si divide in tre parti sul caso Icardi. La stragrande maggioranza (diciamo un 75 per cento) ritiene che Mauro sia colpevole e meritorio di allontanamento a fine stagione. A loro volta i colpevolisti si dividono equamente fra chi vorrebbe cederlo al miglior offerente e chi invece esige due anni interi in tribuna a soffrire, meglio ancora se con i ceppi al polso. Tutti però si ricompattano su un concetto forte e chiaro: mai venderlo alla Juve, per nessun prezzo. Non osteggiato, comunque, l’eventuale scambio alla pari con Dybala. Poi un 15 per cento di tifosi che se la prende con Spalletti (c’è sempre chi se la prende con Spalletti, anche solo per aver perso il tram). L’allenatore ha certamente gestito male il conflitto, in particolare è passato nel volgere di pochi giorni dal dire che la società “doveva” accontentare Icardi, all’accusa verso l’ex capitano di non avere a cuore il bene dell’Inter. In effetti silenzio in entrambi i casi sarebbe stato opportuno. Pare evidente, però, che l’allenatore non possa vivere serenamente senza accusare qualcuno, ma tant’è. Infine un 10 per cento dei tifosi se la prende con Marotta. Sono quelli che hanno visto subito con sospetto l’arrivo in sede di un ex juventino. Qualcuno addirittura lo considera una spia del “nemico” pronto a distruggere l’Inter dell’interno (sono sempre quelli del tram). Certamente l’avvento del nuovo amministratore delegato non ha coinciso con un periodo di gran serenità in casa nerazzurra: Nainngolan, Icardi, la flessione in campionato. Ma questi disagi covavano da tempo dentro la squadra”. 
“La domanda, oggi, è: si poteva e si doveva, gestire meglio la crisi Icardi? Forse sì. Il provvedimento migliore: arginare Wanda e le sue dichiarazioni devastanti e mettere il capitano in panchina. Con un solo gol su azione negli ultimi due mesi e l’Inter che aveva ottenuto appena una vittoria in 5 partite, sarebbe stato legittimo. E avrebbe offerto nel contempo un segnale inequivocabile a lui e signora. Nel caso in cui una legittima scelta tecnica (Icardi stava obiettivamente giocando molto male) fosse stata motivo di ulteriori esternazioni fuori luogo di Wanda, degradare il capitano sarebbe stato inevitabile, comprensibile e condiviso da tutti. Si è scelta invece la via più traumatica e gli effetti sono stati devastanti. L’unica cosa che poteva giustificare una decisione così violenta era solo una richiesta esplicita dei compagni di squadra. Cioè: se il gruppo non si riconosceva più nel capitano (e le ultime prestazioni mostravano un certo disagio generale) allora era inevitabile intervenire così. Ma, se fosse questa la vera ragione, è anche giunto il momento dirlo in modo chiaro. Altrimenti la situazione è destinata, se possibile, a peggiorare ancora”.
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