Razzismo, Gravina contro la chiusura degli stadi: “Così si diventa prigionieri dei delinquenti”

Razzismo, Gravina contro la chiusura degli stadi: “Così si diventa prigionieri dei delinquenti”

Le parole del presidente federale

di Matteo Pifferi, @Pifferii

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha parlato a La Gazzetta dello Sport in merito ai temi caldi che riguardano il calcio italiano, partendo dal razzismo:

«È innanzitutto un problema culturale, su cui dobbiamo lavorare tutti insieme, associazioni sportive e istituzioni del Paese, sensibilizzando le famiglie e le scuole. La prevenzione è fondamentale, noi nel nostro piccolo ci stiamo avvicinando all’Europeo Under 21 con un ciclo di lezioni di educazione sportiva nelle classi. Sulla repressione del fenomeno, rispetto le idee del ministro Salvini, ma la Figc deve seguire le indicazioni di Fifa e Uefa. Nel prossimo Consiglio federale di fine mese, semplificheremo l’iter di sospensione delle gare previsto dall’articolo 62 delle Noif: contestualmente all’annuncio dello speaker, il gioco verrà temporaneamente sospeso e le squadre si raduneranno al centro del campo. Se i cori continuano, si va negli spogliatoi. A quel punto il responsabile dell’ordine pubblico deciderà se sospendere o riprendere la gara».

Dunque, non sarà l’arbitro a prendersi questa responsabilità?

«Lo escludo, l’arbitro deve fare l’arbitro. È impensabile che debba essere lui a prendersi la responsabilità di mandare a casa 50mila persone».

E chi dovrà segnalare i cori razzisti?

«Ci sono i collaboratori della Procura federale e il funzionario del Viminale: saranno loro a segnalarli al quarto uomo e ad attivare la procedura».

Sul piano delle sanzioni, è giusto punire questi fatti con la chiusura di interi settori o stadi?

«Io credo che le responsabilità debbano essere personali, altrimenti diventiamo prigionieri di pochi delinquenti. La responsabilità oggettiva delle società è un caposaldo del codice di giustizia, ma riflettiamo se non il sia caso di attenuarla aggiungendo delle esimenti. Se il resto dello stadio, ad esempio, sovrasta i buu con segni di disapprovazione, ne dovremo tenere conto».

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