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Ronaldo: “Sempre disponibile per aiutare il Brasile. Mbappé? Mi ricorda… me”

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Ronaldo ha parlato dell'uscita del suo Brasile e anche del finale di questo Mondiale

Andrea Della Sala

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Ronaldo ha parlato dell'uscita del suo Brasile e anche del finale di questo Mondiale:

Ronaldo, ha smaltito la delusione per il Brasile?

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«Credo che il Brasile abbia fatto un ottimo Mondiale, commettendo pochi errori. Però ci è mancata un po’ di malizia nel finale della partita con la Croazia: avremmo dovuto tenere il pallone, perdere un po’ di tempo».

Al posto di Tite si parla di Ancelotti o Guardiola.

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«Sarebbero grandi maestri. Per me non è un problema vedere uno straniero alla guida del Brasile. I nomi di Ancelotti e Guardiola sono credibili, così come quello di Mourinho».

Perché il Brasile non chiama Ronaldo a dare una mano nella ricostruzione della nazionale?

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«Io sarò sempre disponibile ad aiutare il Brasile. Sempre. Bisognerebbe capire come, ma lo farei volentieri».

Chi vince il Mondiale?

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«Pensavo che i favoriti fossero Brasile e Francia. Il Brasile è andato a casa e resta la Francia, che finora ha confermato tutte le sue potenzialità. E apparentemente sa anche gestire la pressione».

Mbappé è il suo erede?

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«Mi ricorda... me quando giocavo: rapido, potente, tecnico. E sa usare le sue qualità nel modo migliore. Mi impressiona molto perché, in un calcio in cui tutti vanno veloci, lui è velocissimo: ha una marcia in più. Ha un talento naturale, è spesso decisivo, credo che sia lui il miglior giocatore del Mondiale».

Ronaldo: “Sempre disponibile per aiutare il Brasile. Mbappé? Mi ricorda… me”- immagine 2

A proposito di storie eccezionali, cosa pensa del Marocco?

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«Vorrei che vincesse il Mondiale. È tutto fantastico: come attacca, come difende, come sono uniti. E sono incantato dalla gioia che ha regalato al suo popolo e a tutta l’Africa: è una gioia che solo il calcio sa dare».

Ormai siamo alla fine del Mondiale: le è piaciuto?

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«È stato bellissimo, peccato che non duri ancora un po’. Abbiamo visto stadi stupendi, un’organizzazione impeccabile, grande sicurezza, la condivisione e l’allegria dei tifosi di tutto il mondo. Insomma una festa bellissima di cui il Qatar e il presidente della Fifa Infantino devono essere orgogliosi. Siamo arrivati qui con l’idea dell’intolleranza, ma abbiamo imparato tanto della cultura araba. E il livello delle partite è stato alto. Questo Mondiale è stato un grande successo per il calcio».

Ma non c’era l’Italia.

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«E questo mi è dispiaciuto tanto. Per favore, cambiate ciò che non funziona e tornate al Mondiale: l’Italia fa parte della storia del calcio».

 

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