Salvatores: “San Siro il cinema più bello. L’Inter è folle, non sai mai come può finire…”

Salvatores: “San Siro il cinema più bello. L’Inter è folle, non sai mai come può finire…”

Il regista, tifoso dell’Inter, ha parlato della sua passione per il calcio

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Gabriele Salvatores, regista e famoso tifoso dell’Inter, ha parlato della sua passione per i colori nerazzurri, paragonando il gioco del calcio al cinema.

CALCIO – “Il cinema è qualcosa di meraviglioso che qualche volta mi ha anche salvato la vita. C’è un lavoto molto collettivo, in questo senso è veramente vicino al calcio. Nel senso che c’è un presidente che è il produttore, c’è un allenatore che è il regista e poi ci sono gli attori e la squadra che scende in campo e ci mette la faccia e le gambe, per il calcio. E’ uno sport di squadra come il calcio; non mi piacciono i miei colleghi che dicono “il mio film”. Nessun regista lo può fare da solo il film e questa è la cosa più bella dell’avventura cinematografica”. 

MILANO“Milano è la città che mi ha cresciuto, io sono di Napoli e sono molto legato alle mie tradizioni. Milano è la città che mi ha permesso di dare le cose che amavo. Nella fine degli anni ’60 c’era una creatività, una voglia di cambiare il mondo, una spinta utopistica che era straordinariamente forte. e’ una città a cui non potrei rinunciare, ci sto proprio bene”.

SAN SIRO“E’ uno dei più bei cinema, San Siro è uno dei più begli stadi in Italia come possibilità di visione. L’esperienza allo stadio è irripetibile, è come andare a vedere un film al cinema oppure vederlo su un televisiore. E’ un’esperienza immersiva, c’è l’odore dell’erba quando entri. La vicinanza delle altre persone, l’emozione che cresce insieme”.

INTER“Evidentemente questa dimensione di follia che c’è, da sempre, in questa squadra, attira persone che sono già disponibili verso questo tipo di cose. In qualche modo è divertente anche questo, essere tifosi di una squadra così. A me piace questa, è molto rock’n’roll l’Inter. Mi ricordo in un’Inter-Liverpool Peirò portò via la palla al portiere mentre la sta facendo rimbalzare, che è una cosa pazzesca se ci pensi. E’ geniale. C’è una cosa che mi rircordo: eravamo a Marrakech, stavamo girando Marrakech Express e una cavalcata di Nicola Berti di quasi tutto il campo con gol finale, era come filmare una carica di cavalleria. E’ un’emozione che cresceva, mi è rimasto impresso. Il calcio è un grande film, l’Inter ti ha abituato a non sentirti mai sicuro sulla poltrona, non devi mai dare niente per scontato, che poi è la regola del cinema. Con l’Inter devi stare attaccato fino all’ultimo, come nei film. Mi piacerebbe che la prossima scena dell’Inter fosse un musicista di jazz… La musica c’è, la sappiamo, l’abbiamo scritta con l’allenatore, poi però improvviso io. Il futuro dell’Inter è da una parte la concretezza di un lavoro su Milano, lo stadio, la città e dall’altra parte il ritrovare quest’anima folle che ha sempre avuto, ma per questo affascinante”.

(Inter Media House)

 

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