Scoppia la bolla della Juve: “Imbarazzo dopo il discorso di Agnelli, animate discussioni per…”

Il punto di Repubblica sui giocatori bianconeri che hanno violato l’isolamento fiduciario

di Redazione1908
Dopo appena due giorni dagli ormai famosi avvenimenti legati a JuventusNapoli, partita mai giocata, si è bucata anche la bolla bianconera e almeno quattro giocatori del club di Torino rischiano di essere segnalati all’autorità giudiziaria per la violazione dell’isolamento fiduciario. Buona parte della squadra bianconera si trova ancora al J Hotel in isolamento fiduciario. Lunedì in 7 però hanno lasciato l’albergo, 4 di loro per recarsi all’estero (Dybala, Danilo, Bentancur e Cuadrado). Cristiano Ronaldo, invece, si è aggregato al Portogallo ieri.
Repubblica riporta la posizione della società bianconera: “La Juve ha fatto sapere che non è un suo problema: ha autorizzato 7 giocatori, tra cui Buffon e Demiral, a trasferire la sede della quarantena al proprio domicilio, non a interrompere l’isolamento. «Dopo che hanno lasciato il ritiro, non erano più sotto la nostra responsabilità ». Il club ha subito informato degli spostamenti l’Asl Città di Torino. «La Juve è stata esemplare», dice Roberto Testi, direttore del dipartimento di prevenzione. «Ora il nostro compito è trasmettere alla Procura i nomi di chi ha interrotto l’isolamento. Forse qualcuno dovrà pagare una multa”.
Sono passati solo due giorni dalla battaglia sul rispetto dei protocolli, che ha inficiato lo svolgimento di Juve-Napoli. “L’imbarazzo a Torino è notevole, dopo il discorso di Agnelli sulla fedeltà bianconera ai protocolli. Ci sono state animate discussioni per trattenere giocatori che però hanno preferito fare di testa propria, al contrario di altri — gli azzurri Bonucci e Chiellini, l’azzurrino Frabotta, il francese Rabiot, il polacco Szczesny o il gallese Ramsey — che sono rimasti nella bolla: la lasceranno tra oggi e domani, se anche l’ultimo tampone sarà negativo. Non è chiaro se le federazioni straniere implicate abbiano richiesto permessi speciali all’Asl. «A me nessuno ha riferito nulla», ha detto il direttore Carlo Picco”.
(Repubblica)
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