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Severgnini: “Inter e Milan, non c’è soltanto il vertice condiviso. Nuovo logo? Non c’è da…”

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Dalle colonne del Corriere della Sera, il giornalista parla della rivalità tra le due squadre che guidano la classifica

Gianni Pampinella

Dalle colonne del Corriere della Sera, Beppe Severgnini parla della rivalità tra Inter e Milan e sottolinea la bellezza di Milano che da sempre affascina i giocatori delle due squadre. "Milan e Inter giocano bene, sorprendono entrambe e fanno sorridere i tifosi in un periodo di pandemia e preoccupazioni, in cui i sorrisi valgono doppio. 

Di speciale, quest’anno, non c’è soltanto il vertice condiviso. Ci sono anche alcune similitudini, la varietà delle storie e il carattere di alcuni personaggi. Più le vicende societarie s’ingarbugliano — quella del Milan sembra un romanzo di Le Carré, quella dell’Inter un film di Bernardo Bertolucci — più le due squadre milanesi sembrano voler offrire sollievo ai tifosi con altri mezzi. I risultati sul campo, ovviamente. Conte è febbrile e scontroso, Pioli tranquillo e conciliante; Lukaku ecumenico, Zlatan bellicoso. 

Altre accoppiate interessanti: Barella e Tonali, Bastoni e Romagnoli, Hakimi e Theo Hernandez. Improvvisamente, dopo anni di insicurezze, sembra che il campionato riservi buone sorprese. Sarebbe interessante capire se esiste una correlazione tra la clausura forzata (causa Covid) e il rendimento sul campo. Non c’è dubbio infatti che Milano rappresenti una tentazione mondana cui, negli anni, tanti giovani atleti hanno ceduto volentieri. 

Milan e Inter hanno scelto dirigenti-bandiera: di là Paolo Maldini, di qui Javier Zanetti. Anche questa, se ci pensate, è una coincidenza e un motivo di orgoglio condiviso. I giocatori delle due squadre sembrano amare Milano — e questa città l’affetto lo ricambia, sempre. Lo svedese Zlatan Ibrahimovic ha brillato con entrambe le maglie, ed è stato visto sul tetto del Duomo più spesso dei piccioni. Agustina Gandolfo, la fidanzata argentina di Lautaro Martinez, è apparsa entusiasta della neve. Il danese Christian Eriksen si è lasciato fotografare alla Scala, biondo e silenzioso come una comparsa nel Götterdämmerung, Il crepuscolo degli dei.

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Milano piace ad allenatori e calciatori perché è stata — speriamo torni presto — un luogo vivace, con le dimensioni ideali e le giuste distanze dall’Europa. Com’è noto, quest’anno l’Inter intende portare la città nel logo. Non bisogna stupirsi. «Inter Milano», in fondo, è il nome con cui la squadra è già conosciuta, colloquialmente, fuori d’Italia. Il Milan e i milanisti proveranno una punta di gelosia, certo, ma non devono: le cose belle si possono condividere. Lo scudetto no, ovviamente".

(Corriere della Sera)

 

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