Spadafora: “Abbiamo fatto l’impossibile. Vogliamo ripartire a gennaio in modo graduale”

Le dichiarazioni del Ministro a Sky Sport

di Alessandro De Felice, @aledefelice24

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha affrontato il tema dello sport in Italia: “Credo che sia stato fatto veramente un lavoro importante e straordinario. Noi abbiamo creato dei fondi che hanno consentito ad associazioni sportive dilettantistiche e società sportive dilettantistiche di avere un sostegno concreto a fondo perduto che altrimenti non avrebbero avuto perché, per la loro particolare tipologia, queste associazione società sportiva e non avrebbero avuto accesso ad altri tipi di ristori. Il primo momento di Lockdown e adesso – il momento più critico perché avevano appena riaperto palestre, piscine, centri sportivi –  noi abbiamo regalato quasi 200 milioni di euro a fondo perduto. Se questo aggiungiamo il credito d’imposta e molte altre misure che abbiamo in questi mesi portato avanti per gli affitti privati per gli affetti pubblici. Abbiamo provato veramente non dimenticarci di nessuno, quindi ora abbiamo soltanto bisogno prima possibile di ripartire”.

Cosa si intende per sospensione di versamenti fiscali: uno slittamento o un azzeramento?
“Sì, varrà per tutti e significa avere tempo fino al 30 aprile e poi o pagare maggio o rateizzare. Questo credo che in questo momento sia un aiuto di straordinaria importanza per tutte le categorie dello sport. Una misura importante sulla quale noi come governo abbiamo dato il parere positivo. Ovviamente adesso spetta al parlamento decidere. Ma io credo che sia veramente importante a trovare questa misura perché consente a tutte le realtà di poter posticipare fino a fine aprile i pagamento ed effettuarli a maggio e decidere se rateizzare. Credo che questo sia un ulteriore sostegno importante, anche perché ci consenti di scavallare il periodo più critico e complesso senza danneggiare e le società le realtà sportive che altrimenti sarebbero gravate da un’ulteriore necessità di contribuire con le proprie risorse alla fiscalità”.
La riforma dello Sport prevede, tra le altre cose, il riconoscimento dei diritti tutti gli effetti dei lavoratori del settore e la roadmap parte da settembre 2021 con contributi per complessivamente 100 milioni nei prossimi due anni. Si parla di circa 450 mila lavoratori: crede che lo stanziamento di 100 milioni sia sufficiente?
“Penso di sì, ma che sia l’occasione per avere dati certi. A me ha impressionato, quando sono diventato ministro, che nessuno sapesse il numero effettivo di questi lavoratori. In effetti non ne abbiamo una certezza. Quelli che hanno partecipato al bonus che noi abbiamo messo a disposizione sono meno di 200 mila, per esempio. Quindi questa sarà anche una quantità di persone che svolgono lavori importanti all’interno del mondo sport di cui nessuno ha mai parlato e che nessuno ha mai più tutelato e nessun modo. Intanto la cosa importante è che finalmente avremo un contratto che si può chiamare definire tale per tutti coloro che lavorano in questo ambito e io sono convinto che 100 milioni siano sufficienti, almeno stando ai dati che abbiamo verificato con l’Agenzia delle Entrate, ma non escludo che si possa intervenire, ovviamente come governo anche ad aumentare queste risorse qualora fosse necessario”.
Quali sono i presupposti e le attività e le strutture per riaprire le strutture? 
“Ovviamente ho già avviato i contatti con il Comitato Tecnico-Scientifico. Non ne parlo molto, anche perché non voglio dare illusioni a tutto il mondo dello Sport. Ma noi dobbiamo come paese sicuramente ambire a gennaio, se in queste settimane le cose andranno bene. a ripartire così come li partirà la scuola. Ovviamente, non sarà mai a gennaio possibile una totale, a 360 gradi e con gli orari e i giorni di sempre dedicati allo sport. Però io credo che una ripartenza graduale possa essere possibile. I contatti per lo sport è il CTS sono praticamente quotidiani per cercare di arrivare a questo obiettivo”.
Pensa di aver fatto il massimo?
“Penso che possiamo aver fatto errori del tempo iniziale poi quando non capivamo come come Paese, ma anche gli altri Paesi. Affrontare poi esserci stato qualche ritardo, però oggi sono lo posso essere contento che tutto veramente che abbiamo fatto l’impossibile”. 
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