Tatarella (FI): “Impediremo la demolizione di San Siro. Inter e Milan non pensano ai tifosi”

Tatarella (FI): “Impediremo la demolizione di San Siro. Inter e Milan non pensano ai tifosi”

Il consigliere comunale di Milano ha parlato della possibile demolizione di San Siro

di Marco Macca, @macca_marco

L’argomento del giorno, in casa Inter e Milan, è senza ombra di dubbio l’ipotesi sempre più probabile che i due club abbandonino nei prossimi anni San Siro per trasferirsi in un impianto tutto nuovo, con la conseguente demolizione del Meazza. Intervistato da calciomercato.com, Pietro Tatarella, consigliere comunale di Milano per Forza Italia e portavoce del nuovo comitato “No demolizione San Siro“, si è scagliato contro l’eventualità dell’abbattimento del Meazza:

Se siamo in grado di fermare la demolizione di San Siro? Assolutamente sì, perché siamo in fase di adozione del PGT (il vecchio piano regolatore del territorio) e attraverso questo strumento possiamo non concedere a Milan e Inter la delega per il nuovo stadio. Ma per rendere ancora più forte l’iniziativa, possiamo indire un referendum e raccogliere 15 mila firme. Inter e Milan vogliono fare come hanno fatto a Torino: ridurre la capienza dello stadio e alzare la redditività. Ma in questo modo si alza il prezzo dei biglietti e ciò non può che portare a una nuova e inconcepibile visione del calcio, che nasce come sport popolare e adesso sta diventando uno sport elitario. Questo va contro i principi e i valori di questo sport, è giusto lasciare la capienza attuale in modo che, chi vuole, può spendere il giusto andando a vedersi la partita in terzo anello. Le due proprietà sono fredde rispetto ai sentimenti dei tifosi. E’ solo un’operazione di business. Non vanno via per costruire la casa del diavolo o la casa del biscione e dietro questa operazione c’è del provincialismo, anche se si parla di consulenti internazionali dietro l’operazione. A Londra ci sono 7 stadi per le squadre di Premier non vedo perché a Milano non possano essercene due. Aree a disposizione per le squadre? C’è l’area di Sesto che è ben collegata, ma ce ne sono anche altre, come quella degli scali ferroviari o quella di Porto di mare. Basta venire in comune e una soluzione si trova“.

(Fonte: calciomercato.com)

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