Non lasciatevi ingannare dal sole visto dalla tv. La trasferta di Venezia non è stata facile da affrontare, tra la temperatura comunque rigida e il vento gelido che ha accompagnato tutta la giornata. Non è stata una passeggiata di salute neanche per l’Inter, reduce dal blitz di Riyad in condizioni metereologiche sicuramente differenti. Inzaghi e i suoi hanno evitato che i primi sintomi, palesati in Supercoppa, si trasformassero in un malanno stagionale più serio davanti alla voglia del Venezia di regalare una soddisfazione importante al proprio pubblico.


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Al Penzo l’Inter non ha brillato. Nel primo tempo ha tenuto gli avversari a debita distanza dalla porta e conquistato anche il vantaggio sul quale è riuscita a speculare tutto sommato con intelligenza, nonostante in fase di palleggio le mancasse qualcosa in più del solito. In buona sostanza, ciò che ci si aspettava. Meno arrembante, ma più abbottonata e solida. A mancare è stata però la continuità anche nella ripresa, quando i ritmi avrebbero dovuto abbassarsi ulteriormente. In quel momento è entrata purtroppo in gioco la stanchezza, che ha permesso a Venezia di trovare con molta più facilità la via dell’area nerazzurra e di tenere così in bilico il risultato fino all’ultimo minuto.
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Inevitabile, per lo stress tra partite e viaggi a cui si è esposta l’Inter nell’ultimo periodo soprattutto. E, tra l’altro, per i tanti infortuni che hanno complicato non poco il lavoro di Inzaghi in fase di gestione. Un pizzico di cattiveria in più negli ultimi metri avrebbe sicuramente agevolato il compito, ma anche la scarsa lucidità nasce dall’apnea del periodo. Che, va precisato, non riguarda soltanto i nerazzurri: ieri le altre tre reduci dall’impegno di Supercoppa, nonostante il favore del pronostico, non sono andate oltre il pareggio contro Udinese, Cagliari e Torino. E’ un dato, questo, che vale come colpo di evidenziatore sul risultato del Penzo. Tutt’altro che banale.
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