GdS – Inter, senza Vidal è dura. Barella da manuale, Eriksen bocciato ancora. Conte ‘tradito’ da…

Il quotidiano pone l’accento sul grande lavoro del centrocampista cileno e analizza la prova dei singoli del reparto

di Alessandro De Felice, @aledefelice24

Nella sfida di ieri tra la Lazio e l’Inter, a saltare all’occhio è stata la prestazione di Arturo Vidal, che fino al momento dell’uscita dal terreno di gioco ha ribadito il motivo per cui Antonio Conte lo ha chiesto con insistenza alla dirigenza nerazzurra sia lo scorso gennaio che durante questa sessione di mercato.

La Gazzetta dello Sport ha analizzato nel dettaglio la prova del centrocampista cileno: “Il triangolo di ieri, con vertice alto per il 3-4-1-2, ha retto fin quando la cresta di Vidal non s’è abbassata, per sopraggiunti limiti fisici. Arturo ha lasciato il ruolo di trequartista a Barella, s’è messo a fare legna davanti ai tre centrali, dopo un quarto d’ora ha sradicato un pallone dai piedi di un avversario e ha fatto ripartire l’azione: ah, ma allora è possibile, si è chiesto il mondo interista? Arturo è l’esempio perfetto del centrocampista duttile, anche se l’impressione è che Conte farà una fatica da matti per toglierlo dalla posizione di mediano. Ruolo, davanti alla difesa, che è il pane quotidiano di Barella. Conte ne farà un esempio di match analysis al video, della sua partita: interpretazione perfetta, continuità di rendimento nell’arco dei 90’, doppia fase da manuale“.

A deludere, invece, è stato Sensi, espulso dopo alcune scintille con Patric: “Con un uomo in più, nel pressing finale, l’Inter aveva un dannato bisogno di Sensi, motorino sempre imprevedibile. Era stato spedito in campo per aggiungere dinamismo in una mediana altamente muscolare, ma tutto è finito (troppo) presto. Contro la Lazio ha “tradito” nel momento del bisogno. Un peccato di inesperienza, una di quelle doti che Conte reclama per crescere“.

La Rosea sottolinea come all’Olimpico sia arrivata l’ennesima bocciatura per Christian Eriksen: “Le ultime evidenze fanno pensare che non abbia particolari chance neanche l’altro trequartista arruolabile: se mai ce n’era bisogno, ieri è arrivata l’ennesima, fragorosa bocciatura per Christian Eriksen. È rimasto seduto all’inizio, quando Conte gli preferiva Barella. È rimasto seduto quando sarebbe servito congelare la palla, mentre la Lazio prendeva coraggio. È rimasto seduto anche quando i nerazzurri tentavano alla fine il guizzo in extremis come a San Siro contro la Fiorentina. Su cinque cambi a disposizione, neanche uno per il danese arrivato con la fama (e lo stipendio) del top player“.

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