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Vocalelli: “Inzaghi deve irrobustire le certezze dell’Inter. All’Olimpico saluterà e…”

Vocalelli: “Inzaghi deve irrobustire le certezze dell’Inter. All’Olimpico saluterà e…”

Del ritorno di Inzaghi all'Olimpico per la gara contro la Lazio, ha parlato il giornalista Alessandro Vocalelli su Gazzetta.it

Andrea Della Sala

Del ritorno di Inzaghi all'Olimpico per la gara contro la Lazio, ha parlato il giornalista Alessandro Vocalelli su Gazzetta.it:

"Simone Inzaghi non ha pensato soltanto al nuovo contratto, giustamente alla durata e alle cifre, alle sue prospettive, ma anche al momento che sarebbe tornato all’Olimpico. Succederà - perché il destino a volte ti insegue e altre ti corre incontro - sabato prossimo, forse un po’ troppo presto e soprattutto in un momento già molto importante. Perché se la Lazio è alla ricerca della sua identità, dopo aver cambiato modulo e pelle, l’Inter - già brava a evitare il contraccolpo delle sue cessioni eccellenti - deve invece irrobustire le proprie certezze, il proprio modo di essere. E un allenatore capace e maturo, come è appunto Inzaghi, sa bene di non dover rinnegare assolutamente il passato, ma anche di non potersi abbandonare ai ricordi. Alla nostalgia".

 Getty Images

"L’Inter si aspetta da lui che il gruppo, la squadra, crescano ancora, per essere all’altezza del suo recente passato. Ecco, è questa la grande sfida di Inzaghi: non confrontarsi più con se stesso, ma magari con Conte e con una squadra che ha già scritto un pezzo di storia. Un compito che però non lo preoccupa, non gli mette ansia. Perché Inzaghi - e va apprezzato anche per questo - non è un arrogante, ma ha comunque una grande stima di sé. Non è un presuntuoso, ma è uno che pretende moltissimo dal suo lavoro.

E se l’Inter è partita col piede giusto non è comunque abbastanza. Già da sabato prossimo, all’Olimpico contro la Lazio, c’è da fare ancora di più. Simone Inzaghi si guarderà intorno, agitando una mano verso gli spalti. Per poi riprendere a urlare, allentando il nodo della cravatta, finendo senza un filo di voce. Perché il calcio è così: a volte severo, ma giusto, nel raccontare - senza ipocrisia - le sue storie più belle", aggiunge il portale sportivo.

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