Volpi: “Scopo del medico sportivo è prevenzione”. Spalletti: “Lui porta punti, vi spiego”

Volpi: “Scopo del medico sportivo è prevenzione”. Spalletti: “Lui porta punti, vi spiego”

Il medico sociale nerazzurro ha presentato il suo libro alla presenza di Spalletti e Ausilio

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Il medico sociale dell’Inter, il dottor Piero Volpi, ha presentato oggi all’Auditorium del Campus di Humanitas University il suo libro, “Medico del calcio. Il manuale”. L’evento è stato moderato da Alessandro Bonan, noto conduttore di Skysport e alla presentazione hanno partecipato, Damiano Tommasi (che ha scritto la presentazione del libro), Piero Ausilio, ds dell’Inter, l’allenatore nerazzurro Luciano Spalletti, e Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile nerazzurro. Tra gli ospiti anche Collovati e l’ex nerazzurro Ferri. 

Il dottor Volpi ha ringraziato tutti i presenti e chi ha collaborato al libro e all’organizzazione dell’evento. Poi ha sottolineato: «Un ringraziamento anche all’Inter, quando ho parlato ai dirigenti nerazzurri di questa iniziativa mi hanno accompagnato con entusiasmo, hanno capito l’importanza dell’assistenza medica per un club. Non è facile capire come la cultura medica sfoci in un risultato positivo».

Domanda di Alessandro Bonan a mister Spalletti: “Quanti porta un bravo medico?”. 

Tutti conoscono Volpi e diventa facilissimo riconoscere nelle sue qualità umane e sportive e poi lui giocava a calcio. Prende il verso giusto per proporre le cose e diventa fondamentale la prevenzione, non c’è un manuale dove bisogna andare dietro ad uno scritto. E’ rendersi conto giorno dopo giorno quale problema mettere a posto. 

-Volpi ascolta molto e se c’è capacità e intelligenza si riducano molti rischi… 

Spalletti:  «A me porta punti se devo rispondere alla domanda. Secondo me lui ne porta tanti, mi dà la possibilità di avere i giocatori a disposizione e se vado a fare una statistica rispetto alla mia carriera trovo delle differenze, trovo differenze anche nei punti, ecco. Il libro l’ho letto e lo definisco un mirino preciso di quelle che sono le necessità mediche applicate al calcio. Se ci si va dentro si trovano soluzioni veloci, ma se serve un approfondimento c’è anche quello».  

L’ex arbitro Paolo Casarin: «Quando andavo ad Empoli e arbitravo Spalletti andavo a pregare in Chiesa al mattino ed era sempre accoppiato con uno della stessa stazza».

Spalletti: “Sempre preferito giocatori di stazza più grossa, c’è più roba da raccogliere». (ride.ndr).

Ancora Casarin su Volpi: «Volpi ha dato la mentalità dell’uomo che deve correre, dell’arbitro che non è solo pensatore, deve avere una preparazione adeguata. Quante volte lo hai sanzionato? Mai nessuno, neanche Spalletti e lui è un test. Come si fa ad ammonire Tommasi. L’unico che ammonivo era Riccardo Ferri. I test che facevano gli arbitri erano gli stessi dei calciatori: è un uomo che per situazione fisica e psicologica è nella stessa situazione di chi gioca in campo».

Bonan a Volpi: Oggi si parla dei mental coach nel calcio, un medico sportivo può far capire al giocatore quando si deve curare o non deve farlo superficialmente? 

Devi raccogliere su ogni giocatore un grosso numero di conoscenze, devi riuscire ad applicare gli aspetti preventivi. La prevenzione è l’unico scopo del medico sportivo, quando un giocatore si infortuna è comunque una sconfitta per un medico dello sport. Dobbiamo essere bravi a conoscere ogni aspetto medico del calciatore quando arriva come un allenatore deve conoscere le caratteristiche tecniche, è un lavoro di team che si fa con i dirigenti anche. 

-Domanda a FERRI: gli integratori oggi sono tollerati, legati, ma una volta non lo erano. Un calciatore sapeva cosa andava a prendere? 

C’era un rapporto di grande fiducia con il medico sportivo come del medico di famiglia. Si pensava soprattutto a stare bene. Il massaggiatore è anche una figura che non sottovaluterei. Avevo fiducia illimitata nel medico. 

Volpi: «Il nostro team sa come lavoriamo, e ovviamente parliamo di cose lecite che possono andare a compensare le carenze alimentari che possiamo avere. Abbiamo squadre composte da giocatori per lo più stranieri, che arrivano da Nazioni straniere e mettere insieme un bagaglio. Abbiamo un nutrizionista all’Inter ovviamente e Spalletti ci ha stimolato anche su questo aspetto per migliorarci, lui cerca di fare bene sempre in ogni fase della sua professione».

Tommasi: «Anche se si cura la nutrizione bisogna comunque stare attenti al fisico. Da calciatore e da atleta chiunque deve rapportarsi con una persona che ne sa più di te. Per un allenatore trasferire ad un giocatore quanto deve fare facendo capire che lo fa per lui è una sfida. Incidere sulle abitudini e convincerli anche sull’atteggiamento a tavola è una sfida».

Spalletti: «Al mattino prima di andare all’allenamento ci troviamo in riunione per fare il punto sulla squadra e si analizzano le condizioni dei singoli giocatori. Ci sono punti di vista ovviamente, ma lui trova sempre il verso. Quando si è fatto male Brozovic ha detto che ce la faceva, io ho risposto quindi parte con noi? E lui mi ha risposto: “Ce la fa per dopo la pausa e in effetti aveva ragione lui per il problema che ha Brozovic ora».

Il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio: «Tanti professionisti ruotano attorno alla squadra, i confronti ci devono essere. La fortuna che abbiamo con Spalletti mi viene facile da dire, lui ha grande fiducia con i collaboratori, del medico e del suo staff. Ha sempre evitato discussioni, gli serve la disponibilità dei giocatori ovviamente. Quando non si ha fiducia nel medico? Ci deve essere e se non parti con quel modus operandi è anche impossibile arrivare a dei risultati». 

Volpi: «Nasce con il calcio femminile un’esigenza diversa dal punto di vista medico e tutti i club si stanno attrezzando per dare un servizio di questo tipo. Significa andare ad approfondire, avere conoscenze maggiori e dare un servizio più coerente e professionale possibile».

(Fonte: FCINTER1908.IT, da Pieve Emanuele Eva A. Provenzano)

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