Ziliani: “Dopo Juve-Inter Cesari disse che il rigore non c’era: prima Calciopoli, ora…”

Ziliani: “Dopo Juve-Inter Cesari disse che il rigore non c’era: prima Calciopoli, ora…”

Il giornalista del Fatto Quotidiano punta il dito sulle televisioni e i giornalisti che non vedono gli errori arbitrali: dopo Calciopoli sta per esplodere Ciecopoli?

di Sabine Bertagna, @SBertagna

Hashtag pesanti disegnano antichi sospetti sui social, sui quali si parla di calcio e sui quali ultimamente fioccano le critiche agli evidenti errori arbitrali: dopo Juventus-Inter anche la partita di coppa Italia contro il Napoli è finita pesantemente nel vortice delle polemiche. Secondo Paolo Ziliani, se prima eravamo in clima Calciopoli, ora stiamo entrando in clima Ciecopoli: “#SeGuardateLePartiteSullaRaiFateloSenzaAudio #ForzaNapoliSempre. Diciamolo: ha almeno il p re gi o d e l l’o r iginalità il tweet che alle ore 00:02 di ieri il Napoli ha postato sul suo profilo ufficiale Twitter dopo l’ennesima bufera arbitrale per i gentili cadeaux che il signor Valeri avrebbe dispensato alla Juventus nel 3-1 del match di andata della semifinale di Coppa Italia martedì sera. La telecronaca di Gianni Cerqueti e Roberto Rambaudi – che non hanno avuto niente da ridire su ll ’operato dell’ar bi tr o, specie sul secondo rigore assegnato ai bianconeri, l’uscita di Reina che tocca prima la palla e poi Cuadrado, e sul penalty non concesso ai partenopei per l’impatto di Pjanic contro Albiol – non è andata giù ad almeno mezza Italia, al punto che Viale Mazzini è stata costretta a difenderli pubblicamente.”

Reazioni furibonde, televisioni in silenzio (o quasi): “Il Napoli, che era in silenzio stampa, ha deciso di farsi sentire mandando Giuntoli e Reina in tivù e Tonelli (“È uno scandalo”) sui social; dove fino a un anno fa spopolava anche il fratello-manager di Higuain, Nicolas, che il 23 febbraio 2016 dopo un match contro la Juve (toh!) scrisse: “Se giochiamo senza arbitro, forse possiamo vincere lo scudetto”. A dir poco straniante la reazione di Marco Mazzocchi, vicedirettore di Rai Sport 1: “Voglio chiarire –ha detto –che la regia non è nostra, ma di Infront, quindi arrabbiatevi con gli altri”. Detto che non si capisce che ci azzecchino le parole dette o non dette con le immagini mostrate o non mostrate, va ricordato a onor di cronaca che un mese fa, dopo Juventus-Inter 1-0, Graziano Cesari (Premium) disse che non c’erano rigori a favore dell’Inter e che Rizzoli aveva visto bene, mentre su Sky Caressa & C. quasi non ne accennarono. Il dubbio che ormai attanaglia tutti è: che dopo Calciopoli stia per esplodere Ciecopoli?”

(Il Fatto Quotidiano)

 

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  1. vallyb77 - 3 anni fa

    da interista (ovviamente antijuventino): il Napoli ha torto perché all’inizio della partita il rigore non dato a Dybala (e relativa espulsione) chiudono ogni discorso. Poi il fallo di Kedira in area Juve era rigore anche quello, ma meno evidente di quello su Dybala. L’uscita di Reina su Quadrado era rigore (ma se l’arbitro avesse fischiato il rigore 10 secondi prima, non ci sarebbe stato questo contropiede). Morale: non ci sono gli estremi per fare confusione, invece hanno fatto il diavolo a 4, con il sostegno della Gazza poi, che invece dopo Juve-Inter aveva detto che andava tutto bene. Per inciso in juve-inter c’erano 3 rigori (di cui 2 contemporanei) per l’Inter e 1 per la juve, poi il famoso episodio di Chiellini che passa la palla a Buffon. Ma tutti episodi al limite, in cui è facile che l’arbitro possa sbagliare, pero incidentelmente quasi tutti a favore della juve. Quello che gridava vendetta (e che poi fa pensare male su tutto il resto) è il fallo di confusione al ’91°. E l’altra cosa è che anche dopo la moviola chiarissima di sky del fallo di Mandu su Icardi, ancora ci siano i ciechi che dicano che non è rigore (non che era una decisione non facile, in diretta, ma proprio che non è rigore), e questa è malafede o cecità.

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  2. Nuzzo62 - 3 anni fa

    SICURAMENTE COSÌ

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  3. La.via.cecoslovacca.allo.scudetto.Gresko.Poborski.Nedved - 3 anni fa

    Inaccettabile, se non scandaloso, è stato il tono complessivo degli interventi di Rambaudi, compagno di squadra del vicepresidente juventino Nedved nella Lazio dal 1996 all’autunno 1998 e poi mediocre allenatore nelle serie minori laziali.
    Il servizio pubblico non può ospitare interventi di uno pseudo-esperto,che per tutta la gara ha descritto in toni epici ogni giocata(anche le più banali)dei calciatori bianconeri,che non ha nascosto il suo disappunto al gol del Napoli, che non ha visto il “salto sulla mina” di Dybala nell’azione che ha portato al primo rigore e che, soprattutto, ha evitato accuratamente, nonostante i ripetuti inviti di Cerqueti, di esprimere il suo giudizio sul fallo in area ai danni di Albiol (OMISSIONE,QUESTA,ASSOLUTAMENTE IMMOTIVATA, VISTO IL COMPITO DI COMMENTATORE, E NON DI TELECRONISTA, AFFIDATO ALL’EX COLLEGA DI NEDVED).
    Su un piano più generale, con riferimento alla difesa d’ufficio fatta nel comunicato di Raisport, occorre constatare, purtroppo,le condizioni di GRIGIA OMOLOGAZIONE in cui versa il panorama globale dell’informazione calcistica del servizio pubblico (“Tengo famiglia”).
    Le mistificazioni più gravi, tuttavia, non si registrano nelle TELEcronache, nonostante il macroscopico caso di Juventus-Napoli, ma nelle RADIOcronache,in cui manca il diretto confronto tra il commento e le immagini.
    Ascoltate la radiocronaca di una gara di JuveMilan e dell’Inter ed annotate le principali azioni secondo il Verbo di numerosi radiocronisti; poi, appena possibile, confrontate il racconto con le immagini tv.
    Nel caso di JuveMilan, in ogni fase della partita, si accredita l’idea che in campo ci sia un “dream team” con il culto del bel calcio che sta giocando come il gatto col topo; l’Inter, viceversa, è sempre una squadra senza gioco ed in balia degli avversari,che si salva per fortuna o per i miracoli del suo portiere e vince solo per episodiche azioni individuali o per bieco catenaccio.
    Che sia faziosità o che siano traveggole, un fatto è certo: sono comportamenti incompatibili con il servizio pubblico.

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