a tutto mourinho

FIATO ALLE TROMBE!!!

Hanno aperto le gabbie, ora parlano tutti, tutti hanno da dire la loro sulla gara dell’Olimpico di ieri sera che ha visto una sola squadra in campo, l’INTER, non a caso prima in classifica, annientare la Lazio. Parlano tutti, tutti...

Giovanni Montopoli

Hanno aperto le gabbie, ora parlano tutti, tutti hanno da dire la loro sulla gara dell'Olimpico di ieri sera che ha visto una sola squadra in campo, l'INTER, non a caso prima in classifica, annientare la Lazio.Parlano tutti, tutti pronti a dispensare trattati sull'etica sportiva NON applicata, sulla regolarità di una gara, in cui l'Inter non ha fatto altro che vincere, sul campo, con due reti segnate e altre sfiorate. Le mille parate di un Muslera in forma strepitosa non servono a nulla, la Roma auspicava una gara corretta e questa, secondo il popolo dell'etica sportiva, non c'è stata.Parla chiunque, fioccano i paragoni e i moniti lanciati all'indirizzo della capolista, e poco importa se tra Inter e Lazio ci sono SOLAMENTE 36 punti di differenza, per i puristi del gioco del calcio, la Lazio ieri è stata condizionata dal tifo avverso. Cosa che succede naturalmente su tutti quei campi di gioco dove la contestazione verso la squadra è costantemente in atto. Succede quando gioca la Juventus, succede quando gioca il Milan, succede sempre, ovunque, ma ieri all'Olimpico non poteva succedere. Tutti hanno dimenticato quel maledetto 5 maggio, tutti hanno dimenticato come i tifosi giallorossi sventolavano vessilli rossoneri nel 1999, nessuna considerazione per il gol viziato da un tocco di mano di Totti a Parma, acqua passata, che non serve più tirare in ballo. Adesso il nuovo cavallo da cavalcare è quello dell'etica sportiva: “una delle pagine più brutte della storia del calcio” - “mi sarei vergognata di vincere una partita in questo modo” - “questo scudetto è paragonabile a quello vinto dall'Inter con le telefonate di Facchetti” (Giacinto abbi pietà di loro). Oggi più che mai quello striscione esposto in Curva Nord torna d'attualità: MOURINHO UOMO VERO IN UN CALCIO FINTO