Repubblica – Tutti a giocare nel Lazio: anche a Tivoli. Milan dice sì, Inter no. Niente VAR e…

La proposta di Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza, sta facendo discutere e la Figc comincia a prendere in esame la cosa

di Redazione1908

Giocare tutto il resto del campionato al Centro-Sud. La proposta di Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza, sta facendo discutere e la Figc comincia a prendere in esame la cosa.

Come riferisce Repubblica, La Lega di A non ne vuole sapere, al momento: ma che succederebbe se il prefetto di Brescia, alla ripresa del campionato, “intorno” a fine maggio-primi di giugno, chiudesse la stadio Mario Rigamonti? Il Milan ha già fatto sapere che sarebbe disposto a traslocare, tanto si gioca a porte chiuse. L’Inter non ne vuole sapere di lasciare il Meazza. Ma anche l’Atalanta si trova in una città, Bergamo, che ha pagato (sta pagando) conti altissimi al virus. La Lega non può imporre ai club i campi neutri e si augura che da qui a 40 giorni la situazione si possa essere (quasi) normalizzata”.

Il nuovo calendario della Coppa Italia

La Lega vorrebbe riprendere la “nuova”stagione con la Coppa Italia a fine maggio, e, a seguire, con le 12 giornate di campionato (più quattro recuperi) che restano. Un’ipotesi possibile: le tre gare che ancora restano della Coppa Italia si giocherebbero tutte a Roma, stadio Olimpico. Tutte le partite in chiaro, per la gioia di Spadafora, su Rai 1. Il 27 maggio Juve-Milan, il 28 Napoli-Inter e il 2 giugno la finalissima.

Il nuovo calendario del campionato

Poi si sta anche pensando all’eventualità che davvero non si possa giocare al Nord. Nel Lazio ci sono stadi a sufficienza: a Roma, oltre all’Olimpico, 5 campi all’Acqua Acetosa, poi Rieti, Frosinone e Tivoli (dove andrebbero in ritiro gli arbitri). Sky magari si accontenterebbe di avere solo 6 telecamere invece di 12, e non ci sarebbero nemmeno Var e gol line technology.

Molte squadre del Nord quindi si sposterebbero al Centro Sud (chiaro che la Fiorentina, ad esempio, resterebbe a Firenze). Oltre al Lazio si era pensato anche a Bari, Palermo, Catania ma ci potrebbero essere problemi magari coi governatori o coi sindaci mentre Roma è, e resterà, Città Aperta.

(Fonte: La Repubblica)

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