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ESCLUSIVA Vanni: “Ecco il piano di Interspac. Stipendi e cessione? L’Inter ci ha detto che…”

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva il giornalista di Repubblica per parlare dei temi caldi di casa Inter: "Entro il 16 febbraio stipendi pagati"

Gianni Pampinella

Se in campo le cose vanno nella direzione giusta, a tenere banco in casa Inter è il futuro societario. Mentre prosegue la due diligence avviata da Bc Partners, c'è la preoccupazione dei tifosi nerazzurri sulla mancanza di liquidità da parte di Suning. Entro il 16 febbraio dovranno essere saldati gli stipendi di luglio e agosto, oltre quella data il club nerazzurro rischia una penalizzazione in classifica. Franco Vanni, giornalista di Repubblica, rassicura però i tifosi nerazzurri.

"Fino adesso l'Inter ci ha sempre detto che hanno i soldi, quindi che Suning pagherà di tasca propria senza problemi gli stipendi di luglio e agosto. A me sembra che all'Inter il clima sia di fiducia. Se invece dovesse essere così profonda la crisi di liquidità di Suning da mettere n dubbio anche quel pagamento, non è impossibile che la trattativa acceleri. Al momento nessuno si è pronunciato in questo senso, sentendo l'Inter si è sentito rispondere che al 16 febbraio tutti gli stipendi verranno pagati", dice ai microfoni di FcInter1908.

Sui tempi della trattativa tra Bc Partners e Suning, il giornalista aggiunge: "Una volta che riceverà la proposta di Bc Partners, l'Inter avrà un po' di tempo per studiarla, per fare controproposte. Non essendo l'Inter quotata, non ha obblighi sui tempi. Gli unici due elementi che vincolano l'Inter agli obblighi di trasparenza previsti per le società quotate, sono i due bond. Io penso che la trattativa si incardinerà comunque all'inizio di febbraio o nel mese di febbraio".

Se non cambia il management, Conte rimane?

"Il nuovo management prima di mandarlo via meglio che ci pensi tante volte. Lo abbiamo visto con Sarri, Spalletti, allenatori che hanno questi stipendi non è che con grande facilità trovano altre società che gli danno gli stessi soldi. Poi c'è anche un discorso tecnico. Io fossi il management nuovo dell'Inter punterei su Conte. Conosce la squadra, gli arrivi li ha chiesti lui. Visto che questa squadra se l'è costruita lui, ha un ingaggio molto importante, è uno degli allenatori italiani in attività più vincenti, io un altro anno me lo terrei, anche se l'Inter non dovesse vincere lo scudetto".

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"Finire nelle mani di un fondo che ripercussioni può avere sul mercato in entrata e in uscita?

"Per capire come un fondo gestisce una squadra, basta vedere le squadre che sono in mano ai fondi. Il Milan è l'esempio da prendere per storia, dimensioni e anche per una questione territoriale, è quella che assomiglia più all'Inter. Io ricordo che quando Elliott prese il controllo del Milan i tifosi rossoneri erano preoccupati, in realtà se vediamo come sono andate le cose c'era ben poco da preoccuparsi. Con l'arrivo del fondo il Milan ha recuperato identità, una delle prime cose che hanno fatto è stato mettere in posizione di comando Boban e Maldini.

Quindi sicuramente quello che fa un fondo e che non può piacere al tifoso più esigente o all'allenatore più esigente, è gestire le squadre in economia. Penso che gestioni di quel tipo, accumulo dei campioni, mercati faraonici, li vedremo sempre meno. Un po' perché c'è il Financial Fair Play, un po' soprattutto perché si è visto che quel modello dal punto di vista dei conti è difficilmente sostenibile.

Il tifoso che sogna il calciomercato da album Panini, col fondo rimarrà deluso. Però abbiamo visto che a risparmiare e a spendere i soldi con senno, alla fine qualcosa ti rimane in tasca. Non è detto che un fondo non faccia per forza mercato, se vediamo l'ultima sessione si può affermare che la squadra che sta facendo più mercato in Italia è l'unica il cui controllo è nelle mani di un fondo. Quindi se fossi un tifoso interista non mi preoccuperei più di tanto".

LA CORDATA - "Nel 2016 Carlo Cottarelli diede vita insieme a Mentana, Zaccaria e ad altri, a un gruppo promotore dell'azionariato per l'Inter. Il loro progetto è di esporre i tifosi interisti noti, Valentino Rossi, Ligabue, Fiorello, Bonolis, per convincere i tifosi normali a fare sottoscrizioni da pochi euro e comprare quote dell'Inter. Non per comandare l'Inter, ma per da un lato dare una piccola mano al capitale della squadra, dall'altro per creare una presenza identitaria. Nel momento in cui il calcio va da un'altra parte, creare all'interno del club una piccola oasi di tifosi. Succede al Real Madrid, succede al Barcellona. Quello che questo gruppo vuole fare, e il loro sogno sarebbe coinvolgere anche Moratti, è creare una specie di gruppo, di assemblea di tifosi che si occupano della vita del club. Io penso che se fosse una presenza minoritaria inserita in maniera intelligente nel diagramma aziendale ma in qualche modo ascoltata dai proprietari, potrebbe essere preziosa. Io immagino i gestori di un fondo che magari è nato in India, si è formato negli Stati Uniti e lavora a Londra, dell'Inter probabilmente non sa tantissimo. L'idea che esista invece uno zoccolo duro di tifosi che ha voce in capitolo non sulle grandi operazioni, ma sulle piccole scelte (logo, campagne comunicazione), perché no?".

"Nonostante il caos societario, la squadra sta rispondendo bene sul campo. Merito di Conte e della dirigenza...

"L'Inter ha avuto la fortuna di fare un biennio di mercato intenso appena prima che non si potesse fare più. Quindi si ritrova con una rosa molto più vicina a quella della Juve dal punto di vista tecnico. Il fatto che altre squadre abbiano cambiato allenatore, fa si che il progetto tecnico dell'Inter sia più avanzato. I giocatori giocano con Conte da più tempo rispetto alle avversarie dirette. Poi Conte ha dimostrato di sapere tenere benissimo la squadra nel momento più difficile. Quando l'Inter nella stessa serata è uscita da entrambe le coppe europee, ci si poteva aspettare un tracollo. Invece Conte, insieme ai senatori dello spogliatoio che sono molto utili in questo momento, è stato bravo a compattare la squadra".

SPALLETTI - "Poi vorrei dire una cosa su Spalletti che è riuscito a portare l'Inter in Champions per due anni di fila. Lo ha fatto in un periodo in cui l'Inter era sotto settlement agreement, quindi non solo non gli compravano i Lukaku e i Barella, ma Suning non gli permetteva di portare in Italia neanche quei giocatori tesserati con lo Jiangsu che lui voleva in squadra. Tranne l'acquisto poco azzeccato di Nainggolan, Spalletti di fatto non ha mai avuto i giocatori che chiedeva".

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ERIKSEN - "Ci sono queste manifestazioni di interesse da parte della Premier League, ma sempre con formule che l'Inter si è sentita di rifiutare perché si tratta di prestiti in cui c'è anche l'ipotesi che il club debba concorrere al pagamento dello stipendio. Per ora l'Inter tiene duro e se Eriksen partirà, partirà veramente alla fine del mercato. È un giocatore che negli schemi di Conte ha faticato a trovare una sistemazione. Ha dei numeri importanti, il problema è che Conte non lo vede come mezzala, non lo vede come trequartista, adesso lo sta provando, e in questo Conte ha dimostrato di essere più adattabile di come lo definiscano i suoi detrattori, davanti la difesa. C'è stato questo discorso di adattabilità al gioco di Conte che purtroppo sembra insuperabile. L'Inter tra i due giustamente e ovviamente sceglie il tecnico perché è uno che ha dimostrato di saper vincere".

 

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