Inter, allarme contagi: Hakimi fulmine a ciel sereno. Isolamento, scelta ai giocatori

La positività dell’esterno marocchino preoccupa l’ambiente nerazzurro

di Fabio Alampi, @FabioAlampi
Achraf Hakimi, Inter

Sale la preoccupazione contagi in casa Inter: dopo i numerosi casi riscontrati negli scorsi giorni, ieri è arrivata l’improvvisa notizia della positività al coronavirus di Achraf Hakimi, proprio quando sembrava che la situazione stesse rientrando nella normalità. L’esterno marocchino è stato subito messo in isolamento, ma nelle ultime ore è stato a stretto contatto con tutti i compagni di squadra, che dovranno ora seguire delle misure preventive ancor più rigide. Così scrive il Corriere dello Sport:

Il quadro adesso è mutato completamente. È vero che Hakimi è stato subito isolato, ma negli ultimi due giorni i contatti con i compagni non sono mancati. Martedì, tanto per cominciate, il laterale è arrivato al centro sportivo per pranzare insieme al resto del gruppo. Subito dopo ha effettuato il tampone “galeotto”. Quindi, ecco l’allenamento di rifinitura, la doccia tutti assieme e, infine, il ritorno a casa. Alla luce del poi, è stata una gran fortuna, almeno, che non ci sia stato ritiro. La truppa, comunque, si è ritrovata ieri mattina nel centro sportivo per la sgambatura e poi, ancora una volta, il gruppo si è seduto a tavola per pranzare. Solo nel primo pomeriggio è arrivata la notizia che, come premesso, nessuno si aspettava“.

Achraf Hakimi, Inter
Getty Images

SCELTA INDIVIDUALE – “Solo nel primo pomeriggio è arrivata la notizia che, come premesso, nessuno si aspettava. Ieri sera, Handanovic e compagni sono rientrati nelle proprie abitazioni. L’Ats, subito contattata, come accaduto due settimane fa, ha lasciato al club nerazzurro la facoltà di scegliere dove trascorrere l’isolamento fiduciario. Una decisione in questo senso, comunque, verrà presa oggi, con l’intero gruppo che verrà sottoposto ad un giro di tamponi. L’idea è di lasciare i giocatori liberi di scegliere se fare la spola da casa o se chiudersi alla Pinetina, anche per proteggere le famiglie“.

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