Inter, vivaio da record: vittorie sul campo e 100 milioni di plusvalenze. Ma c’è una pecca

Il settore giovanile si conferma il fiore all’occhiello del club nerazzurro

di Fabio Alampi, @FabioAlampi
Roberto Samaden

Il settore giovanile dell’Inter si è stabilizzato ormai da anni su livelli d’eccellenza, in Italia e in Europa: merito del lavoro del direttore Roberto Samaden e di tutti i suoi collaboratori, bravi a scovare e a valorizzare con sorprendente continuità. Un progetto vincente, sia in termini sportivi che di bilancio, come sottolinea Tuttosport:

Si può vincere sul campo, ma anche nei bilanci. Il settore giovanile dell’Inter guidato da Roberto Samaden dal 2010, quando raccolse l’eredità di Piero Ausilio promosso in prima squadra, nell’ultimo decennio ha sfornato moltissimi successi, sia a livello di vittorie di campionati, Coppe e tornei, ma pure a livello economico, visto che soprattutto nelle ultime tre sessioni estive di mercato la cessione di alcuni fra i giovani più promettenti del vivaio ha permesso al club nerazzurro di mettere a bilancio importanti plusvalenze, affrontando e superando così con maggiore serenità le difficoltà del settlement agreement“.

10 ANNI DI VITTORIE – “Dalla Primavera alla squadra Giovanissimi, da qualche anno ribattezzata Under 15, l’Inter ha vinto dal 2010 al 2019 ben 14 scudetti: 3 con la Primavera (2 dei quali conquistati da Stefano Vecchi nel ’16-17 e ’17-18), 3 con la Berretti-Under 18, 3 con gli Allievi-Under 17, uno con l’Under 16 e 4 con i Giovanissimi-Under 15. A questi trionfi vanno aggiunte una Coppa Italia Primavera, 3 tornei di Viareggio, 2 Città di Arco e 5 Supercoppe a vari livelli. In totale, dunque, fanno 25 successi. Inutile sottolineare come nessun club in Italia abbia vinto altrettanto nello stesso lasso di tempo“.

TALENTI DA 100 MILIONI – “Soffermandoci alle ultime tre annate, si possono annotare principalmente queste uscite, con alcuni giocatori che sono poi stati ricomprati in base agli accordi presi con i vari club: nel 2017 sono stati ceduti Biraghi, Egualfi, Miangue, Dimarco, Gravillon, Gyamfi e Bessa per un totale di circa 20 milioni di plusvalenze; nel 2018 è stato il turno di Zaniolo, Radu, Bettella, Valietti, Carraro, Odgaard, Manaj e Sgarbi per altri 32 milioni e nel 2019 sono partiti Pinamonti, Vanheusden, Rizzo, Sala, Adorante, Burgio, di nuovo Gravillon, Puscas e Merola per oltre 45 milioni“.

UN’UNICA PECCA – “Unica pecca, i pochi giocatori arrivati stabilmente in prima squadra: fino al 2010 ce l’avevano fatta Santon e Balotelli, poi c’è stato un vuoto che adesso i vari Esposito e Agoume, rappresentanti della ricca generazione dei 2002 nerazzurri, cercheranno di colmare“.

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