Lautaro, dal Barcellona solo scarti e arroganza. Inter, ti giochi la faccia: mai si era vista…

Lautaro, dal Barcellona solo scarti e arroganza. Inter, ti giochi la faccia: mai si era vista…

L’editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: il futuro di Lautaro Martinez e di Mauro Icardi i temi caldi in casa Inter

di Alfio Musmarra, @IlMusmy
Alfio Musmarra in studio a QSVS

Dopo due mesi di bombardamenti mediatici l’Inter esce allo scoperto e per bocca del direttore dportivo Piero Ausilio fa sapere che l’unico modo per far partire l’attaccante argentino è il pagamento della clausola.

In pochi istanti, Ausilio ha spazzato via settimane di ipotetiche trattative con valutazioni al ribasso di Lautaro, e ipervalutazioni di giocatori non ritenuti idonei dal club. Tradotto: scarti.

Perché alla fine è proprio questo il punto. Non si è mai vista una trattativa dove in presenza di una clausola, il club acquirente che vuole fortissimamente un giocatore voglia anche imporre costi e contropartite, non si è mai visto un club che vuole acquisire un giocatore quasi imporre le proprie condizioni di acquisto, bypassando l’esistenza di condizioni molto chiare e disciplinate da contratti regolari stipulati secondo l’ordinamento vigente.

L’ok del giocatore non è sufficiente

Il tutto sfruttando la stampa di casa, passando sopra la testa di una società che fino a prova contraria ha un contratto con Lautaro Martinez della durata ancora di 3 anni e, in mancanza di accordi economici tra le parti, difficile da scalfire. Perché che il giocatore sia ben disposto al trasferimento è indicativo fino ad un certo punto. Per raggiungere Barcellona serve soddisfare le richieste della clausola o quantomeno avvicinarsi e dopo due mesi di trattativa ancora un accordo non c’è.

Intendiamoci, questo non vuol dire che Lautaro Martinez non andrà a Barcellona, perché l’Inter non ha mai nascosto l’esistenza di una trattativa in essere, ma un conto è sedersi ad un tavolo e parlarne anche per settimane, un altro è trovare o no un accordo.

Le incongruenze e l’arroganza del Barcellona

Che poi è curioso che il Barcellona arrivi ad offrire ben 10 milioni di ingaggio ad un ragazzo di 22 anni, e nel contempo sia particolarmente parsimonioso nel confronti del club proprietario del cartellino arrivando a metterne sul piatto 50 più svariati giocatori in esubero. La cosa potrebbe sfiorare addirittura l’arroganza.

Ecco perché evidentemente dopo due mesi di silenzio l’Inter è uscita allo scoperto anche perché è giusto ricordarlo, da quando in Spagna è iniziata la campagna Lautaro, il giocatore è sparito dall’attacco nerazzurro.

L’Inter si gioca la reputazione

Da qui in avanti vedremo poi se il messaggio dell’Inter verrà recepito a Barcellona oppure se in Spagna tireranno dritti per la loro strada, ma da qui passa verosimilmente l’identità di un club che vuole rilanciarsi tra le grandi d’Europa. Che tradotto vuol dire: cedere sì, ma alle condizioni che accontentino tutti, altrimenti il giocatore non si muove.

Fino ad oggi Suning non ha mai ceduto i propri asset migliori dando prova di forza in estate, con l’esclusione di alcuni elementi di punta per motivi non prettamente tattici ma di rigore e integrità, per dare un taglio netto col passato.

Svendere oggi Lautaro Martinez per sottomettersi alle richieste di sua maestà Barcellona sarebbe un danno di immagine devastante e non solo dal punto di vista economico. Ancor di più visto che a breve l’Inter farà cassa con la cessione di Mauro Icardi, realizzando una plusvalenza di 60 milioni tondi tondi. Certo siamo lontani dalla valutazione di qualche anno fa, ma dopo tutto quel che è accaduto resta pur sempre un’ operazione positiva, soprattutto per chi ci ha raccontato per mesi che l’ex capitano degradato non sarebbe rimasto a Parigi.

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