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Marotta: “Lukaku il 4 gennaio. Mercato? Cogliere opportunità. Il futuro societario…”

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Intervenuto ai microfoni di Radio Anch'Io Sport, Beppe Marotta ha parlato così della vittoria dell'Inter contro l'Atalanta

Matteo Pifferi

Intervenuto ai microfoni di Radio Anch'Io Sport a Radio Rai, Beppe Marotta ha parlato così della vittoria dell'Inter contro l'Atalanta:

"Cos’è cambiato nell’Inter? Da ieri praticamente nulla di importante, se non la consapevolezza di poter essere protagonisti fino in fondo in questo campionato. Un campionato che tutti hanno definito anomalo ed è così: oggi si chiude la prima parte, si ripartirà il 4 gennaio. Un qualcosa di inedito. Tutti noi siamo curiosi di capire soprattutto per la sfera della performance atletica: fra chi va ai Mondiali e chi resta a casa, per i preparatori atletici l’attività di monitoraggio sarà difficile e inedito. Bisognerà capire calciatore per calciatore le carenze dal punto di vista atletico".

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Cos'è cambiato nell'ultimo mese?

"Si è visto un handicap silenzioso e misterioso, di cui non capivamo le origini. Poi squadra e allenatore hanno fatto dei correttivi, anche se fa sensazione che in casa abbiamo un percorso e fuori un altro. Quattro sconfitte fuori casa ma quello che è in evidenza fuori casa sono i diciotto gol subiti, tanti rispetto ai 22 totali. Questo è il settore e l’elemento che ci deve far riflettere di più, con l’allenatore che deve trovare rimedi. Questi sono i compiti delle vacanze".

Dzeko rinnova o c'è il rischio che faccia la fine di Perisic?

"Non credo faccia la fine di Perisic. Dzeko ha dimostrato di voler rimanere con noi, è un giocatore che sicuramente merita il rinnovo perché è un grandissimo professionista, molto attaccato alla maglia. Come tanti “vecchietti” in circolazione ha il vizio del gol, ritengo sia una grandissima risorsa e tutte le società devono tenerlo in considerazione e anche noi. Al momento opportuno avvieremo i contatti, il desiderio è quello ma ci dev’essere una volontà esplicita anche del calciatore".

Com'è la situazione societaria?

"Bisogna dare molto rispetto alla famiglia Zhang, in questi anni ha profuso tante energie, mi pare ottocento milioni. Ha dato tanto al sistema calcio in Italia e all’Inter, poi è vero che tutti hanno avuto delle contrazioni finanziarie e eticamente è giusto che dopo la pandemia non si poassa sfoggiare investimenti milionari. È normale che questa contrazione ha portato a una ridimensionamento dei costi, ma bisogna essere sempre bravi e competenti per rimanere competitivi in un mondo complicato".

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Quali sono le aspettative per il 2023 di Lukaku? E il mercato?

"Per quanto riguarda Lukaku sicuramente è stato un infortunio imprevisto e imprevedibile, condizionato dalla volontà di tornare in fretta e in forma anche motivato per i Mondiali. Questo fa parte dei rischi d’impresa, quando si ha una rosa composta da 25 elementi gli infortuni sono all’ordine del giorno. Sono dell’avviso che non ci debba essere uno stress competitivo come quello di questa stagione, perché porta a un numero elevato di infortuni. Siamo solo a metà stagione, vediamo cosa succederà più avanti. L’auspicio è che possa tornare già dal 4 gennaio, è quello che immagino e penso".

Inzaghi ha chiesto qualcosa per il mercato?

"Le opportunità bisogna coglierle, quando parliamo di grandi club, bisogna stare con gli occhi molto aperti. Ma questo è un gruppo competitivo per i nostri obiettivi"

Partita con il Napoli importantissima: può essere la svolta?

"Abbiamo la 15° partita in casa, è un numero dispari. Nelle prime 7, siamo l'unica ad aver giocato 7 volte in casa e le altre 8. Sembra un dato da niente ma abbiamo un cammino vittorioso in casa, significherebbe avere un vantaggio in più rispetto alla classifica di oggi che ci vede deficitari di 4 punti rispetto all'anno scorso. Anche l'anno scorso il Napoli era in testa, ne ha 5 in più ed è il fatto più straordinario da leggere. Quando si parla di 23 partite con 69 punti, non è determinante il 4 gennaio. Non va sottovalutato il fatto che squadre "provinciali" possono rappresentare, è problematico capire quale sarà lo stato di forma al rientro"

Sullo stadio

"La fotografia generale è che siamo fanalino di coda. Ci sono stadi con età media di 60 anni e solo 4 sono di proprietà, al di là delle problematica di sicurezza e precarietà, lo stadio inteso come asset per aumentare i ricavi in Italia è un aspetto altamente negativo. Voi seguite le difficoltà burocratiche, bisognerebbe avere un iter più fluido invece che impattare con queste burocrazie complicate. La situazione, curata da Antonello, è di stallo e spero si possa risolvere"

Delinquenza Curve

"Non voglio parlare di repressione, è uno strumento estremo. Ma di prevenzione, significa creare un fenomeno di cultura maggiore. Lo stadio a volte oggi risulta essere un'arena dove ci si scontra, deve essere un contesto di aggregazione e questo fa parte della nostra società civile. A volte i valori vengono messi da parte, anche della nostra gioventù che ha perso un po' di valore, sta a noi un po' più esperti e saggi di inculcare attraverso gli strumenti a disposizioni per valorizzare lo sport come fenomeno sociale e di crescita"

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