Materazzi: “Inter, dieci anni indimenticabili. Zhang ha tirato il sasso. Il nostro Ronaldo il più forte”

Materazzi: “Inter, dieci anni indimenticabili. Zhang ha tirato il sasso. Il nostro Ronaldo il più forte”

Le parole dell’ex difensore a La Gazzetta dello Sport

di Marco Astori, @MarcoAstori_

Intervenuto in diretta sul canale Instagram de La Gazzetta dello Sport, Marco Materazzi, ex centrale dell’Inter, ha parlato della sua esperienza in nerazzurro, ma non solo. Prima una battuta sul momento: “Volevo passare un po’ di tempo con tutti quanti: visto che dobbiamo stare in casa, state in casa. La mia giornata tipo? Mi sveglio presto, sono l’addetto della famiglia per fare la spesa ogni 2-3 giorni tutto bardato. Bisogna prendere le giuste precauzioni, poi subito disinfettante. Perugia è spettrale, come tutt’Italia. All’inizio tutti l’hanno presa sotto gamba, ora la gente ha paura come è giusto che sia: il virus non fa prigionieri. C’è da stare in campana, stiamo uniti come solo l’Italia sa fare. Ora non ci sono colori e fede, solo bandiera italiana. Contraccambio con gli interisti l’ammirazione, ho condiviso 10 anni fantastici: li ringrazio. L’Inter sta facendo i fatti: Zhang ha tirato il sasso giustamente, io sono dalla sua parte. La paura si sta facendo impellente e ora hanno capito la gravità e hanno apprezzato le sue parole. Era il più vicino di tutti e aveva tirato un sasso: sta lasciando anche la mano per aiutare l’Italia ad uscirne”.

Cosa ti manca di più?
“Manca lo sport agli italiani, il calcio: però abbiamo la famiglia, un bene prezioso che non ci farà male rivalutarlo. A me manca un figlio, che vive a Roma. Non faccio sport da quando è iniziata la quarantena: fare palestra in casa mi annoia, faccio fatica senza i tre punti e la vittoria”.

Tracciare i telefoni?
“Era la cosa da fare immediatamente, prima del decreto”.

L’iniziativa dei Campioni del Mondo?
“Io ho fatto poco. E’ stata iniziativa di Del Piero e Cannavaro di aiutare la Croce Rossa: scegliere un ente non aveva senso, abbiamo scelto quella. Poi saranno loro a decidere chi ha più bisogno. Vogliamo raccogliere il più possibile, speriamo di farcela. L’Italia ha sempre dimostrato di essere unita, auguro ai miei compagni di raggiungere il risultato. Provvedete, io ho aggiunto una delle mie maglie del mondiale dal mio museo: chi donerà potrà vincerla”.

Cosa ti è piaciuto di più e di meno in questi giorni?
“Di più è la volontà del popolo di Bergamo, stanno vivendo un momento molto difficile: sento spesso il Papu Gomez. Se non ci diamo una regolata, sarà difficile venirne a capo. La gente fa fatica anche a dormire per le ambulanze. Di meno è il fatto che ci sia gente che trovi mezzucci e scuse per cancellare contratti di lavoro. Quella di Brescia è stata una vigliaccata: ho il massimo rispetto di quella fede, ma convocare gente già esonerata solo per trovare il modo per rompere il contratto è una vigliaccata. Le smentite vi assicuro sono di facciata”.

Quante partite del Mondiale hai rivisto?
“Tutte e ho giocato anche bene! Devo dire di aver fatto bene due partite, la semifinale e la finale. Mi hanno emozionato, lì abbiamo fatto vedere l’unità: venivamo da un periodo burrascoso, ma eravamo uniti. Siamo duri da combattere. Una cosa che non mi ricordavo? Me le ricordavo tutte, soprattutto quelle più delicate e le azioni in cui abbiamo rischiato. Con la Germania siamo stati cattivi, li abbiamo bullizzati: sembravano dei pulcini in casa loro. E’ stata la soddisfazione più grande: è stata quella la finale. La Francia era superiore a noi, ma era stata più contratta come partita. L’assist di Gilardino per Del Piero? Non voleva tirare. Quello di Pirlo per Grosso invece è poesia”.

Chi è il più forte con cui hai giocato?
“Ho avuto la fortuna di giocare con tutti quelli forti, ma il più forte è Ronaldo il Fenomeno. Cristiano non me ne voglia, è un robot: l’ho battezzato io. Ma il Fenomeno ti derideva, era forte e veloce. Ho avuto il rammarico di averlo avuto solo dopo due infortuni, avrei vinto molto di più. Sono più legato a quelli del Triplete, ho avuto la fortuna di giocare coi più forti della storia. Ho chiuso anche l’ultima di Baggio”.

Hai sentito Mourinho?
“E’ da un po’ che non lo sento, anche loro sono un po’ in difficoltà”.

 

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