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Paolillo: “Suning bloccata dalla Cina. Inter senza big? No, cambia tutto tra 3 anni”

L'ex ad dell'Inter ha parlato a Gazza Talk della situazione societaria del club nerazzurro e delle prospettive future con la cessione da parte di Suning

Andrea Della Sala

L'ex ad dell'Inter Ernesto Paolillo ha parlato a Gazza Talk della situazione societaria del club nerazzurro e delle prospettive future con la cessione da parte di Suning:

"Fusione Inter-Milan? Numero abitanti di Milano in diminuzione, non c'è una grande crescita economica che permetta di far vivere due stadi e quindi non dà possibilità di ricavo alle due squadre. Una sola squadra avrebbe radunato maggiori risorse, ovviamente è una provocazione. Lo stadio porta a un incremento (non direttamente dei ricavi), ma non importante come se fosse di una singola società. Suning? Sono le situazioni della Cina, le decisioni di politica economica della Cina. La decisione di non investire in determinati settori, tra cui il calcio. Trovare soci che entrino in minoranza e aumentino il capitale senza avere la maggioranza e senza poter decidere è molto difficile, vuole dire mettere capitali al piacere dell'altro.

Inter versione Milan con progetto verde che magari rinuncerà a Conte o a qualche grande campione? Dico la verità, il calcio tutto dovrebbe ridimensionare quei mega stipendi non in linea con le entrate delle società. Col Covid anche il Barcellona è andato in difficoltà, come il Real Madrid. Se partirà la Champions allargata aumenterà la competitività tra le squadre e il volere i giocatori più importanti perché il montepremi sarà molto alto. Credo che accadrà, tra tre anni partirà il tutto e sarà la fine per i club che non parteciperanno a questo super campionato. Ottima la gestione di Elliott, iniziare a vincere, avere lo stadio e massimizzare il valore patrimoniale vuol dire vendere meglio. Il fondo venderà non ora, ma quando troverà migliori imprenditori di mercato". 

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